mercoledì 9 febbraio 2011

Felicità - 4 - Una scoperta.. , malesseri sospetti

[NOTA: in questo capitolo, le cose descritte in campo medico sono in parte frutto di una piccola ricerca per non dire delle totali assurdità, in parte un pò inventato. ^^ Spiegherò meglio a fine cap.]


Bella

Era trascorso un bel pò di tempo da quando Jessica e Lauren mi avevano chiusa in quello stanzino. Non che mi importasse, ma che fosse questo che aveva messo quelle due contro di me? Oppure, data la loro superficialità, erano gelose che una semplice come me frequentasse il rubacuori? Insomma.. una che, diciamocelo, non era esattamente il prototipo di ragazza "attraente"..
Io indossavo sempre delle sciarpine per coprire il collo e i miei soliti abiti "coprenti". Purtroppo, anche se con meno frequenza, continuavo in quella mia mania, perchè mi vergognavo del mio corpo. Non so se avrei mai cancellato del tutto quello che mi era successo, ma grazie ai miei inconsapevoli amici, al loro affetto, iniziavo davvero a stare meglio.
- Ehi Bella, ho una proposta da farti. -
- Dimmi - risposi al folletto
- Verresti con me, Edward e Jasper a pattinare? Andremo sui rollerblade. Sono i più semplici. -
- Ma.. veramente.. io non sono molto portata per lo sport.. -
- Non ti preoccupare. Con i roller è semplicissimo. Ti assicuro che non cadrai nemmeno una volta -
- Ma.. ok.. ci proverò - dissi poco convinta. Però volevo provare a divertirmi.. era sbagliato?
- Oh, brava. Così si parla -
Quella sera, quindi, andammo alla pista di roller. Io ero sempre molto scettica sulle parole di Alice, che non faceva che dirmi che era quasi impossibile cadere. Era proprio quel quasi a preoccuparmi.. e con la "fortuna" che avevo..
Alla fine dovetti ricredermi. Non so come, ma non persi mai l'equilibrio.
Un pò invidiavo Alice e Jasper, che mi sfrecciavano di fianco veloci sui pattini a rotelle. Edward, invece, cercava di mantenere il mio passo per non lasciarmi da sola.
Ridevo con lui e mi divertivo. Si, quella sera mi stavo divertendo davvero. Non mi era mai successo nei miei diciassette anni.
Iniziai ad avere un pò caldo, specie con la maglia a maniche lunghe. Così mi fermai vicino alla ringhiera, ma non frenai bene e sbattei un pò il ginocchio.
- Ahi.. -
- Tutto bene? Ti sei fatta male? - mi chiese premuroso Edward
- No, niente di grave. Non ho frenato bene e ho colpito il ginocchio. Adesso sta passando, tranquillo. - gli risposi sorridendo.
- Meno male. Non so come avrei fatto a prenderti in braccio! - recitò, passandosi il polso sulla fronte, come se fosse stato miracolato.
- Ehi.. non vorrai mica dire che sono grassa? - chiesi con un sopracciglio alzato.
- No, ma che dici? Come potrei mai? - che faccia di bronzo! Aveva l'espressione di un cucciolo che dice: "ma io sono un angioletto".
Non riuscii a trattenere una risatina. Era troppo buffo. E lui rise con me. Mi piaceva la sua risata e mi piaceva la sua voce. Era calda, profonda e calmante.
- Sei stanca? Vuoi che andiamo a sederci? -
- Si, ma tu continua se vuoi. - dissi andando a sedermi per togliermi i pattini.
- No, basta. Sono a posto così - rispose sedendosi di fianco a me.
- Ma come? Sei stato tutto il tempo di fianco a me, che andavo a passo di lumaca! -
- No, no. Primo non sarebbe stato giusto diversamente, secondo mi andava benissimo così. Lo sai che sto volentieri in tua compagnia. -
Arrossii come mio solito. Era sempre di una gentilezza incredibile.
- Sai che arrossisci sempre? Anche per le cose più piccole. - mi disse con un sorriso.
Alzai le spalle come dire che non ci potevo fare niente. Era l'effetto che avevano loro su di me. Specialmente lui, con la sua galanteria e innata pazienza.
Ci rimettemmo le nostre scarpe e aspettammo Alice e Jasper che si divertivano a volteggiare per tutta la pista. Avevano una grazia e un'eleganza tali da sembrare nati con quei cosi ai piedi.
Mi portò a casa Edward, a quanto pare, gli altri due avevano appuntamento non so dove con Emmett e Rosalie.
Il silenzio era quasi imbarazzante. Quando ero in compagnia dei miei amici, stavo bene, ero tranquilla e ormai avevo iniziato a sorridere più spesso. Insomma, fin qui diciamo che era tutto "normale".. Ma quando mi trovavo con Edward, quando lui mi era vicino, mi sentivo un pò nervosa.. Ma non per paura, come avrebbe potuto essere all'inizio. No. Con lui non avevo mai paura e forse non ne avevo mai avuta. Era un timore diverso, come se volessi apparire perfetta ai suoi occhi e non me lo spiegavo. Ma non avrebbe mai potuto essere così... in particolare se avesse saputo di me. Lui e gli altri si sarebbero allontanati o avrebbero accettato la verità col tempo? Conoscendoli avrei detto la seconda.. ma chi poteva saperlo? Il pensiero che potessi perderli mi faceva intristire molto.
Dovevo essermi concentrata molto sui miei pensieri, perchè sentii Edward chiamarmi un paio di volte.
- Bella. Bella? -
- Eh? Si, dimmi -
- Va tutto bene? Sei molto pensierosa. -
- Oh, si scusa. Ero solo persa nei miei pensieri, non farci caso - dissi muovendo la mano come a liquidare la questione come banale. Ma lui non sembrava dello stesso avviso. Intanto arrivammo nel vialetto di casa mia.
- Bella. Senti, lo sai che di me ti puoi fidare. Ti prego, se c'è qualcosa che ti preoccupa, dimmelo. Non mi piace vederti triste. E dire che prima sembravi contenta.. -
- Ma sono contenta! Non mi ero mai divertita così in tutta la mia vita. Te lo posso giurare - dissi sincera e convinta. Era la verità.
- Ti credo, ma poco fa avevi la tua tipica espressione di quando qualcosa ti turba. Hai sempre la fronte aggrottata e ti mordi il labbro. -
Oh. Se n'era accorto. E adesso cosa gli dicevo? Optai per dirgli la verità. O almeno parte di essa.. Sperando che non mi prendesse per ossessionata o matta. Ma se finora non l'aveva fatto.. forse avevo buone speranze.
- Ecco.. So che può sembrare sciocco, ma.. stavo pensando che se dovessi perdere tutti voi.. sarebbe davvero brutto.. - abbassai lo sguardo sulle mie ginocchia.
- Bella. Tu non ci perderai mai. E tanto meno me. Te lo posso assicurare. Qualunque cosa accada. - mi rispose con dolcezza ed enfasi.
- Grazie.. - sorrisi - Sei davvero speciale - sussurrai
- Tu lo sei. Ma perchè facevi questi pensieri? -
Ahi. Cosa avrei detto?
- Non so.. così.. è che sono molto affezionata a tutti voi -
- E noi lo siamo a te -
- Grazie.. - aprii lo sportello - buonanotte -
- Notte, figurati. - mi sorrise
Scesi dalla macchina e mi avviai verso la porta di casa. Mi girai un attimo per salutarlo con la mano, poi entrai.

Edward

Portai a casa Bella. Alice e Jasper avevano inventato una scusa per allontanarsi e lasciarci da soli. Alice aveva detto che sarebbe andata bene. Volevo stare un pò di tempo con lei e basta.
All'inizio c'era solo silenzio, imbarazzante per giunta. Poi la vidi aggrottare la fronte e mordersi il labbro. Lo faceva sempre quando qualche pensiero strano le passava per la testa. Era uno dei piccoli segnali che avevo imparato a riconoscere non potendo leggere la sua mente. Ah! Che cosa frustrante! Se tempo fa mi dava fastidio il mio potere perchè sentivo migliaia di voci insieme e desideravo il silenzio, adesso che l'avevo lo odiavo davvero tanto. Ironia della vita..
Decisi di spezzare quel silenzio chiedendole cosa avesse. Mi sembrava che si fosse divertita, prima. Perchè adesso era di nuovo triste? Il suo sorriso alla mia battuta mi aveva riempito di gioia. E ora..
Lei mi rispose che non aveva mai passato una sera così e le leggevo negli occhi che era vero, ma non mi convise del tutto.
La sua paura era quella di perderci.. Non riuscivo quasi a crederci. La rassicurai, calcando su di me. Non l'avevo fatto proprio volontariamente, ma non c'era dubbio che fosse la verità. Lei non mi avrebbe mai perso. Le chiesi il perchè di certi pensieri. Proprio non riuscivo ad immaginare.
- Non so.. così.. è che sono molto affezionata a tutti voi -
- E noi lo siamo a te -
- Grazie.. - aprii lo sportello - buonanotte -
- Notte, figurati. - le sorrisi.
Scese e si avviò alla porta, ma prima di entrare si girò a salutarmi con la mano. Risposi e partii.
Parcheggiai nel garage, entrai in casa diretto in camera mia.
Bella aveva detto di aver paura di perderci, perchè affezionata a noi. Mi faceva molto contento, ma avevo la sensazione che non fosse solo per quello. Lei era particolarmente timida e chissà quale istinto mi suggeriva che ci fosse altro ..
Ero steso sul divanetto, immerso nei miei pensieri, quando Alice fece la sua comparsa sulla soglia della mia stanza. Sorrideva, ma mi celava i suoi pensieri.
- Cos'hai da sorridere? - chiesi - Se è qualcosa di bello, perchè me lo tieni nascosto? -
- Altrimenti che sorpresa sarebbe? - mi rispose sorridendo ancor di più.
- Allora non avresti dovuto mettermi la pulce nella testa col tuo sorriso a "dentiera integrale". Dimmi qualcosa, almeno -
- Ok.. Diciamo che presto succederà una cosa e il risultato sarà meglio di quel che speriamo. Soprattutto per te. -
- Odio quando sei così criptica.. -
- Oh, dai fratellone, vedrai che mi ringrazierai di averti lasciato la sorpresa -
Mi lasciò lì con un sopracciglio alzato dallo scetticismo, ma se era così tranquilla..
Il giorno dopo era sabato, non c'era scuola. Ottimo, perchè sentivo il bisogno di andare a caccia.
Riuscii a trovare un paio di puma e un alce, poi mi diressi verso al mia radura. Volevo stare un pò tranquillo, sotto la luce del sole. Anche se non avevo problemi di temperatura, era piacevole la sensazione di calore dei raggi solari.
Era un piccolo prato fiorito di lillà, non-ti-scordar-di-me e margherite. Semplici e bellissimi. Era il mio piccolo paradiso personale. Stetti lì un pò, poi mi venne un'idea. Avrei fatto una sorpresa a Bella. Sarei andato a trovarla.. e l'avrei portata lì? Guardai il cielo, che si stava rannuvolando. Coi miei sensi sviluppati capii che non avrebbe piovuto, ma non avrei rischiato.
Mi lanciai verso casa, presi la macchina e mi recai a casa di Bella. Sperando di trovarla..
Non ebbi bisogno di suonare il campanello, perchè lei era affacciata alla finestra e mi vide, forse sentendo il motore dell'auto.
Scesi, mi sorrise e ricambiai. Sparì dalla finestra e mi venne ad aprire.
- Ciao Edward, che bella sorpresa. Come mai qui? -
- Ciao. Ti volevo chiedere, se non hai impegni, se ti andava di vedere un posto. E' un luogo per me molto rilassante e credo ti piacerebbe. -
- Davvero? E che luogo è? Dov'è? -
- Bhe.. è una radura in mezzo agli alberi.. Ma se preferisci, c'è anche un posto al mare, poco dopo Port Angeles.. - mi affrettai ad aggiungere. Non volevo che potesse pensare male.
Sembrò pensarci su un momento, poi mi sorrise.
- Ok, andiamo alla radura. - si girò un attimo - Zia, io vado a fare un giro con Edward, ci vediamo dopo -
- Certo, cara. - si affacciò Ally - Ciao Edward. Salutami la mamma -
- Senz'altro. Ciao - zia Ally voleva che le dessimo tutti del tu.
Salimmo in macchina e arrivammo all'imbocco di un sentiero. Parcheggiai nello spiazzo e mentre Bella era intenta a slegarsi la cintura, arrivai dalla sua parte per aprirle lo sportello.
- Grazie.. -
- Prego madame - mi inchinai, facendola sorridere. Mi piaceva da matti quando sorrideva. Specie se ero io a farle spuntare il sorriso.
- Allora.. - dissi - adesso seguiamo il sentiero per un pò, poi dovremo abbandonarlo per andare verso l'alto, c'è da camminare un pò. Te la senti? -
- Certo. Andiamo -
Mi seguì per tutto il tragitto. Dopo circa tre chilometri, finalmente giungemmo alla radura. Lei aprì leggermente la bocca, poi un sorriso fece capolino sulle sue labbra.
- Edward.. è bellissimo. Sembra quasi.. fatato. - mormorò sognante.
- Dai, andiamo a sederci là in mezzo -
Tirai fuori dal mio zaino una coperta da pic nic che stesi per terra.
Parlammo un pò, ridendo e scherzando, soprattutto sui miei fratelli. Bella stava ridendo dell'ennesima battuta che mi aveva fatto Emmett, quando sgranò gli occhi all'improvviso.
Se li stropicciò come se avesse avuto qualcosa che le impediva la vista.
- Edward.. - bisbigliò - il tuo viso.. devo avere le allucinazioni.. -
Capii immediatamente. Un raggio di sole era sfuggito dalle nuvole e mi aveva illuminato la pelle..
- Bella.. senti.. ti riporto a casa? - come mi era uscito? Ah si, forse perchè avevo paura che potesse fraintendere se le avessi detto la verità..?
- No.. vorrei solo sapere perchè mi sembra di vedere la tua pelle brillare come un diamante.. -
Evidentemente era ancora convinta di sognare. Provai a parlare. Forse era questa la visione di Alice.. chissà.
- Bella.. voglio essere assolutamente sincero con te. Mi prometti di ascoltare? - decisi, infine.
Fece si con la testa.
- Ok. Ecco.. vedi.. io e gli altri.. siamo un pò diversi da te o da chiunque altro.. - iniziai - Noi siamo.. vampiri. Ma non facciamo del male alle persone. Cacciamo solo animali. -
Aveva gli occhi ancora aperti dallo stupore. Aggrottò la fronte come per assimilare quello che le avevo appena detto. Stette così, pensierosa, per qualche minuto.
- Ok, sarete anche vampiri, ma siete più umani voi di tanta gente. - concluse convinta. Poi mi sorprese sorridendo.
Stavolta fui io a rimanere stupito.
- Bella.. ma sei sicura di aver capito bene? Non hai paura? - ero totalmente incredulo alla sua reazione.
- Si, certo che ho capito. E no, non ho paura. Voi siete i miei migliori amici e io non sono nessuno per giudicare. Vi voglio bene. Punto e basta. Non mi importa cosa siete. -
- Mi sa che tra noi due, a questo punto, sono io ad essere shokkato.. non mi aspettavo che la prendessi così bene.. E subito anche. -
- In realtà avevo intuito che avevate qualcosa di diverso.. - allungò una mano verso il mio braccio - siete molto freddi.. -
- Si... bhe.. hai qualche domanda? - chiesi non sapendo più cosa dire
- Mmm... bhe, il sole non vi scioglie, a quanto pare - sorrise, facendo fare lo stesso a me - poi.. bhe, quanti anni hai? -
- Centonove.. sono nato nel 1901 -
- Siete forti e veloci? Lo so che i film di solito sono stupidaggini... ma non mi viene in mente di meglio.. - arrossì, sorridendo.
Le sorrisi. - Si, siamo forti e veloci.. e se vuoi chiedermi delle bare, dei paletti e delle croci, ti dico che sono tutte fantasie.. - risposi continuando a sorridere.
- Ma potete dormire? -
- No. Non dormiamo mai. -
- Ok. Avete qualche potere particolare? Che so.. cambiare forma? -
- No.. però alcuni di noi hanno dei poteri extra, in effetti. Alice prevede il corso degli eventi in base alle decisioni prese, Jasper percepisce le emozioni e le manipola, mentre io leggo nel pensiero... -
- Oh.. allora.. - mi chiese un pò allarmata
- No. Tu sei l'unica eccezione al mio potere e non so perchè. -
- Sul serio? -
- Si -
Sorrise contenta. - Bhe, allora meglio così.. Sarebbe stato un pò imbarazzante... -
- Perchè? - la presi in giro - fai pensieri strani? -
- No, no. Solo che ci tengo alla mia privacy -
- Mmm.. bella risposta -
Ridacchiammo insieme.

Bella

Edward mi aveva fatto una bellissima sorpresa venendo a trovarmi. Disse che voleva mostrarmi un posto dove lui si sentiva bene, ma era nel bosco. D'istinto mi venne quasi paura, ma era Edward, era lì davanti a me, mi lasciava libertà di scelta, eravamo amici.. e io mi fidavo di lui.
Aveva proposto anche il mare, forse per paura di sembrarmi ambiguo, ma la mia fiducia, che lui aveva conquistato, era abbastanza. Accettai che mi portasse in questa radura.
Quando ci arrivammo ne rimasi subito rapita. Sembrava il giardino delle fate. Pieno di fiori.
Tirò fuori una coperta per sederci a terra e parlammo come al solito, quando il sole spuntò da dietro una nuvola.
O io stavo sognando, o stavo impazzendo a causa di allucinazioni visive. Vedevo il volto di Edward brillare come una pietra preziosa. Mi ero accorta che lui, Alice e gli altri non erano persone "comuni", sempre freddi, tutti con lo stesso colore di occhi nonostante non ci fossero legami di sangue.. Ma non mi sarei mai aspettata di avere di fronte uno spettacolo simile.
Mi chiese se volevo tornare a casa. Perchè? Aveva qualcosa da nascondere o credeva che mi fossi spaventata?
- No.. - gli risposi - vorrei solo sapere come mai mi sembra di vedere il tuo viso brillare come un diamante.. -
Leggermente intimorito, mi spiegò la sua natura. Era un vampiro. Rimasi un attimo stupita, poi interdetta, credendo per un secondo che scherzasse, ma il brillìo della sua pelle era reale..
Attese che assimilassi la notizia, poi gli dissi ciò che pensavo.
Chi ero io per giudicare? Col mio passato, poi! Loro erano molto più umani di tantissime persone, se avessero voluto avrebbero potuto farmi del male quando volevano. Erano i miei amici e io volevo loro molto bene.
Mi chiese se avevo qualche domand e io gliele feci. Lui mi spiegò con pazienza.
Mi sentivo un pò in debito con lui adesso.. Mi aveva detto la verità su di loro e io nascondevo il mio passato. Cosa fare? Ero ancora piuttosto incerta. Avevo voglia di essere sincera con i suoi familiari e con lui in particolare. Ma non mi sentivo ancora pronta. Sapevo, in qualche modo, che forse non mi avrebbero giudicata, ma avevo comunque dei timori..
Quando mi disse che leggeva nel pensiero, mi sentii per un attimo sprofondare.. Poi specificò che ero la sua unica eccezione.. Meno male!
Edward spezzò la mia tensione interna prendendomi in giro sui miei pensieri che non poteva leggere e mi fece ridere.
- Dai, ti porto in spalla - mi propose, alzandosi
- In spalla? Ma.. vuoi andare alla tua velocità? -
- Si, ma se hai paura puoi tenere gli occhi chiusi -
- Ok -
Mi prese con le mani sotto le ginocchia e io mi attaccai al suo collo. Chiusi gli occhi, ma il vento che sentii me li fece riaprire. Mi piaceva l'aria addosso. Dio! Era velocissimo! Li richiusi per evitare di stare male, perchè non riuscivo a distinguere niente. Solo il verde della vegetazione che scorreva a velocità impressionante di fianco a noi.
Poco dopo, eravamo già di fianco all'auto di Edward, che mi mise giù piano.
- Allora? - mi chiese curioso con un sorriso
- Caspita.. è stato incredibile. Avevo aperto gli occhi un momento, ma andava tutto così veloce che li ho richiusi.. Ma è stata una bella sensazione -
- Eh eh.. si, può essere così per un umano.. -
Mi riportò a casa, ma non scesi subito. Avevo bisogno di chiedergli una cosa.
- Senti.. cosa posso dire alla zia? -
- Bhe.. noi cerchiamo di non rivelare la nostra natura.. Lei potrebbe anche saperlo, in un certo senso, la consideriamo di famiglia come te, ma.. Magari lasciamo che sia Esme a dirle tutto, appena possibile. Che dici? -
- Certo. Nessuna delle due, se e quando vorrete dirlo anche lei, dirà niente. Davvero. - dissi convinta. Non avrei mai potuto tradire il loro segreto. Mi sorrise.
- Lo so, ci fidiamo di voi. Vi vogliamo bene -
Prima di scendere fui presa da chissà quale impulso e gli diedi un bacio sulla guancia.
- Grazie Edward.. di tutto.. - e scesi veloce, verso la porta di casa. Mi vergognavo un pochino del mio gesto..
- Bella, tesoro. - mi salutò la zia.
- Ciao.. - mi scrutò attentamente, poi sorrise
- Hai l'aria un pò stanca, ma ti vedo contenta. -
Annuii e andai in camera mia. Mi spogliai e mi feci un bel bagno. Mi strigliai come mio solito, ma quando passai sul ginocchio sinistro, sentii male davvero.
Mi guardai e avevo una chiazza rossa, come se fossi infiammata. Che fosse stata quella piccola botta a pattinare? Poteva essere. Uscii dal bagno, mi sedetti sul letto e mi sfiorai la parte lesa. Era molto calda. Evidentemente avevo preso una botta più forte di quanto credessi. Accidenti, magari mi sarebbe anche venuto un bel livido! Uffa.. Va bhe. Forse, con quello che mi facevo, non avrei dovuto pensare così.. però che male..
Passarono due mesi. Eravamo a luglio, ormai.
C'erano state un paio di volte in cui avevo sentito male al ginocchio, ma non ci diedi peso.
Un giorno...
Ero appena uscita dalla vasca con l'asciugamano addosso e la zia notò che avevo un livido.
- Bella, hai sbattuto da qualche parte? Hai un grosso livido sul ginocchio.. -
Guardai e in effetti c'era una chiazza violacea.
- Non so.. l'ultima volta che ricordo di aver sbattuto è stato diverso tempo fa e ultimamente, a meno che io non sia così distratta, non ricordo di aver preso botte da qualche parte.. -
- Mmm.. ti fa male? -
- No - dissi alzandomi per farle vedere che stavo bene ed era solo un livido. Ma sentii una fitta fortissima che mi fece ricadere sol sedere sul letto.
- Ahi.. forse è meglio che ci dia una pomata.. -
Così feci, ma il male iniziò a presentari diverse volte, il livido era gonfio e non accennava ad andarsene. Io non dissi mai niente con nessuno, non volevo che si preoccupassero per qualcosa che forse era una stupidaggine.
Con una scusa, andai all'ospedale a chiedere di farmi vedere da Carlisle.
- Bella, vieni con me, adesso ti devo fare delle lastre. -
- Lastre? -
Annuì e lo seguii.
Aspettai qualche minuto, dopo avermi fatto l'esame. Si stava consultando con un altro medico dietro il vetro della stanza adiacente.
Potevo vedere le mie lastre sul pannello luminoso. Avevano un aspetto strano.. non capivo bene da lontano, ma sembrava.. non so.. di vedere una spazzola al posto dell'osso.. Che cavolo era? Siamo sicuri che quelle fossero le mie ossa?
Carlisle tornò.
- Allora Bella.. le tue lastre sono chiare e .. non ci sono buone notizie.. - vedevo che cercava di essere più delicato possibile. Mi preoccupai, ma volevo sapere.
- Carlisle.. ti prego, parla e basta. Non ti preoccupare. -
- Ecco.. Quello che hai si chiama osteosarcoma. E' un tumore delle ossa.. Può presentarsi in quattro forme.. e quella che hai tu è una delle più aggressive. - Mi mostrò la "spazzola" sul pannello luminoso vicino al mio lettino.
- Vedi? - mi chiese indicando l'osso - Tutte queste lamelle attorno al femore sono tipiche di quello che hai. Adesso, vorrei fare degli accertamenti perchè è piuttosto diffuso. Ci vuole una risonanza magnetica e la faremo subito. -
- E a cosa serve..? - ormai avevo paura, ma stavo ancora assimilando la notizia.
- Per verificare che non ci siano metastasi.. cioè altre zone o organi colpiti dal tumore -
- E se queste ci sono? Quali sono le conseguenze? -
- Bhe.. possiamo cercare di rallentare la diffusione con dei farmaci, ma.. se ci fossero.. - scosse la testa.
Come avevo pensato, se ci fossero state queste metastasi, non sarei durata a lungo..
Con la mia solita sfortuna, Carlisle arrivò da me con le analisi in mano. Le metastasi c'erano. Erano presenti diverse macchie nere tra bacino e braccio sinistro. Il femore, poi, non ne parliamo.
In pratica, era uscita una sagoma col lato sinistro a pois, tranne che per la gamba, quasi tutta nera.
Carlisle aveva parlato con diversi specialisti, gli aveva descritto dettagliatamente il mio caso e tutti avevano detto la medesima cosa.. tempo tre o quattro mesi e la mia vita sarebbe finita..
Gli chiesi di non dire niente con nessuno. Era una cosa che volevo fare da sola, se avessi deciso di farlo. Mi diede la sua parola e promise che sarebbe stato attento soprattutto con Alice e Edward.
Uscii dall'ospedale leggermente zoppicante per il dolore alla gamba. La scusa di una slogatura sarebbe durata poco, ma era l'unica possibilità per riordinare le idee. Avevo paura e mi sentivo confusa.

Edward

Verso sera vidi Carlisle rientrare. Come al solito pensava ai suoi pazienti, ma mi accorsi che cercava di bloccare alcuni pensieri appena Alice gli si parò davanti.
- Che cos'è successo? Bella sta bene? L'ho vista seduta su un lettino di ospedale - gli chiese mia sorella con suo marito di fianco.
Io mi sentii morire.. Cos'era successo? Bella stava male?
- Carlisle. E' vero quello che dice Alice? - chiesi ansioso
- Niente di grave. Solo una slogatura ad un ginocchio. Vedrete che starà meglio - rispose Carlisle.
- Allora perchè ti sento turbato? - chiese Jasper.
- Perchè sono preoccupato per un altro paziente, molto grave. - rispose papà, sorridendo tranquillo.
- Se è così, meno male. - intervenne Rose, sollevata.
- Già. Bella mi ha sempre dato l'impressione di essere fragile per la media umana, perlomeno fisicamente, ma forte di carattere. - disse Emmett
- Si, lo penso anch'io. Mi sento sollevata, se non è niente di grave. Magari, passando da Ally, potrei vedere se hanno bisogno di qualcosa.. - che premurosa era sempre stata Esme..
- Ma no, cara. Conoscendo Bella, non vorrà essere di peso a nessuno, anche se so che per te o per chiunque di noi non sarebbe così. Lasciamo che se ne occupi Ally -
- M.. ok -
- Vale anche per voi. - disse guardandoci tutti.
Annuimmo e basta, ma perchè la cosa non mi quadrava? Oppure ero diventato paranoico? Forse era il caso che cercassi di capire cosa mi prendeva ultimamente. Se facevo chiarezza in me, poi tutto sarebbe stato un pochino più semplice. Allora perchè la forte impressione che Carlisle stesse controllando i suoi pensieri non se ne voleva andare?
Era passata una settimana da quella sera. Bella sembrava un pò zoppicante e io cercavo di starle vicino perchè non perdesse l'equilibrio. Col passare dei giorni, però, mi sembrava che zoppicasse leggermente di più.. Strano per una semplice slogatura. Oltre tutto, Bella cercava di camminare meno possibile.
L'ottavo giorno, però, non si presentò a scuola. Alice mi disse che non aveva visto niente, segno di un eventuale imprevisto, qualcosa di non deciso.
Dopo scuola aspettai nella mia stanza, cercando di far passare il tempo tra un libro, un pò di musica e playstation.. ma niente. Niente mi distraeva dal pensiero di Bella e dalla sensazione su Carlisle.
Basta, avevo bisogno di vederla e di parlare con lei. Non potevo farne a meno.
Nel momento in cui decisi di andare da lei, ero già uscito di casa. Raggiunsi la sua in men che non si dica. Mi arrampicai sull'albero e bussai al vetro della finestra della sua camera. Lei era seduta sul letto e mi dava le spalle, ma i movimenti delle braccia mi dissero che si stava abbottonando la lunga camicia da notte che indossava. Si voltò sentendo il rumore e rimase stupita per un secondo.
Mi venne ad aprire.
- Edward.. come mai sei qui? - mi chiese mentre mi lasciava entrare.
- Bhe.. volevo vedere come stai. Oggi non sei venuta a scuola.. -
- Oh.. bhe.. ho preferito rimanere a riposo per evitare di andare su e giù tra gli edifici scolastici. mi dispiace che ti sia preoccupato -
- Bella, Bella... quando riuscirai a lasciarti voler bene? Perchè questo significa anche lasciare che ci si preoccupi per te. E' automatico quando si vuole bene e tu lo sai, visto che ti dai pena sempre per tutti tranne che per te stessa - la rimproverai dolcemente.
- mm - mi mise un piccolo broncio - adesso sto abbastanza bene, grazie. - disse risedendosi sul letto. Ma nel mettere le gambe sul materasso, la camicia si scostò un pò ed ebbi modo di notare sulla gamba sinistra un colore che era più che livido.. Altro che slogatura! Lo sentivo che c'era qualcosa sotto.
- Bella, che diavolo hai fatto alla gamba? - le dissi indicandola.
Lei sobbalzò come se l'avessi beccata a fare chissà cosa.
- Oh.. io.. ho sbattuto e .. per questo si è formato un livido sulla parte slogata.. - non era capace di mentire. E anche adesso si vedeva benissimo.
- Bella. Ti rendo noto, giusto a titolo informativo, che ho due lauree in medicina.. E che tu non sei capace di mentire. Si vede da lontano quando lo fai -
In due minuti, passarono diverse emozioni sul volto di Bella. Mi guardò afflitta, pensierosa, aggrottò la fronte come per cercare di capire qualcosa, poi tornò triste e forse rassegnata.
Sospirò poi parlò.
- Edward.. io.. tu.. si, hai ragione. Avrei voluto trovare un momento migliore, ma dato il poco tempo a disposizione.. - prese un gran respiro. - Quando sono stata all'ospedale da tuo padre mi ha fatto alcuni esami. Guarda e dimmi cosa vedi -
Mi mostrò la gamba lesa. Dio... doveva farle un male terribile. il livido era gonfissimo, esteso e nero come la pece. - Posso? - chiesi allungando una mano per sfiorarla. - Si -
Tastai delicatamente la zona. Era molto calda. Oddio.. fa che non sia quello che ho pensato.
La guardai e mi sorrise amara.
- Ti prego.. nondirmi che è quello che penso - dissi
- E cosa credi sia? -
- Osteosarcoma...? -
Aprì il cassetto del comodino e mi fece vedere i fogli dei risultati degli esami. Dio mio. Avevo ragione ed era pure diffuso..
- Mi hanno dato dai tre ai quattro mesi.. - mi disse, rispondendo a quello che mi stavo chiedendo.
- Bella... -
- No.. ti prego, non guardarmi così.. - si voltò dall'altra parte.
- Perchè? Come ti sto guardando? -
- Come se.. ti stessero togliendo... - iniziò a singhiozzare e non riuscì più a parlare.
Aveva detto che sembrava che mi stessero togliendo .. qualcosa? Si, eccome! L'abbracciai forte, non sapendo che altro fare. Non dissi nulla. Già una volta aveva funzionato, anche se con Alice. Ma stavolta mi sorprese.
Si staccò un pò da me per guardarmi e buttò fuori tutta la sua rabbia.
- Perchè?! Perchè Edward? - disse mentre piangeva a dirotto - Cos'ho fatto di male nella vita per meritare tutto questo??!! ... - sigh - Io.. ho avuto solo cose brutte nella mia vita e ... - sigh - quando finalmente trovo qualcosa di bello, di prezioso.. - sigh - come voi.. la vita mi toglie anche quest'unica cosa!! -
Si rifugiò da me e la tenni stretta. Anche se morto, il mio cuore non potè non straziarsi a tutto questo. Non era giusto che il suo destino fosse segnato.
- Bella.. shh.. ti voglio bene. Non ti lascerò sola. Starò sempre con te... -
- E.. Edward - la sentii stringersi ancor di più a me. La coccolai finchè non si addormentò. La misi sotto le coperte e rimasi accanto a lei.


Allora.. eccomi qua.
Come anticipato nella nota all'inizio, devo spiegare una paio di cose:
ho fatto un piccola ricerca e ho visto che l'osteosarcoma è un tumore delle ossa. Si può presentare in quattro forme e quella di Bella è appunto una delle più aggressive. Inizialmente, si presenta nella zona appena sotto o appena sopra il ginocchio, che appare infiammato e caldo. Si forma, poi, una specie di livido gonfio. Quando si fanno i raggi, sulle lastre appaiono (nel caso di Bella) delle speci di lamelle perpendicolari alla superficie dell'osso, facendolo sembrare un pettine. Raramente presenta metastasi ai polmoni o altri organi. Ecco. Questo è quanto ho trovato su internet. Io, pensando alle ossa, ho voluto che le metastasi fossero in altri punti, ma sempre nelle ossa..
Con la speranza che le armi restino comunque puntate su James.. ^^''' e che il capitolo vi sia piaciuto, vi saluto e vi ringrazio ancora tantissimo! Un bacione e un abbraccio ! Ross ^__^

2 commenti:

  1. Eccomi tesorino mio! Capitolo bellissimo come sempre ma tristissimo. Cioè ci dai uno zuccherino per addolcici, perchè Edward finalmente le ha rivelato la loro natura e Bella ha accettato benissimo ogni cosa, e poi una bella bastonata per tramotirci! Questo cancro non ci vleva proprio, povera! Certo che una più sfigata di così, proprio non la potevi dipingere. Ma chissà perchè penso proprio che i Cullen abbiano una soluzione ideale! XD!
    Bacioni!

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  2. Manuu!!! Contenta che il cpaitolo ti sia piaciuto! Eh.. purtroppo si, lo so, Bella è parecchio sfortunata, ma è proprio in Edward che trova la sua felicità. Eh si, giusto: soluzione ideale... ;)
    Bacioni a te!!

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