Felicità - 3 - Un "piccolo" incidente, ricordi da cancellare...
Bella
Rose ed Alice erano state molto carine con me. Mi avevano fatto passare un pomeriggio in compagnia, chiacchierando di tante cose, scherzando e sorridendo. Era bello stare tra ragazze.. Una cosa che non avevo mai fatto.. o meglio, mai potuto fare. Quando dissi alle mie amiche (che strano poter dire cosi di qualcuno..) che io e la zia saremmo state con loro a Natale, erano contentissime.
Era incredibile l'entusiasmo che dimostravano anche per una cosa così piccola.
Grazie a loro, il mio mondo si era aperto un pò, e anche se avevo ancora dei timori, mi trovavo bene. Quando mi chiesero consigli su Emmett e Edward devo dire che non sapevo nemmeno io cosa dire. Non che abbia risposto con una bugia, per carità, però.. avevo una sensazione che non so definire. Era la prima volta che parlavo così tanto, che qualcuno mi chiedeva il mio parere e che mi dimostrasse apprezzamento e affetto come persona. Era tutto nuovo, mi piaceva anche, ma.. ogni tanto mi tornava in mente il mio corpo e dovevo scacciare con forza quei pensieri per non scoppiare a piangere davanti a loro.
Natale arrivò e come promesso, ci dirigemmo verso villa Cullen con l'auto della zia.
Ci avevano detto di andare da loro già in tarda mattinata, sulle dieci, perchè volevano passare la giornata con noi.
La mattina passò tra auguri, scambi di regali e abbracci. Non che io avessi fatto loro chissà cosa, ma...
- Le cose più belle sono la vostra presenza e la tua amicizia. E parlo a nome di tutti, credimi - mi sussurrò Edward in un orecchio.
Io arrossìì sorridendo. Che dolce.
Avevo anche conosciuto Esme e Carlisle, nei giorni precedenti, e devo dire che adesso mi spiegavo da chi avevano preso i loro figli. Due persone eccezionali.
Dopo lo squisito pranzo, Alice annunciò che era l'ora dei "giochi". Mia zia e i loro genitori rimasero a chiacchierare tra loro, mentre le mie amiche mi trascinavano in salotto per divertirci tutti assieme.
Passammo un pomeriggio che non dimenticherò mai. Non mi ero mai sentita così tranquilla, non avevo mai pensato alle mie disgrazie nemmeno per un minuto. Insomma, quella giornata sarebbe stata da segnare sul calendario!
- Bella, tesoro. Direi che è ora di andare. - mi chiamò la zia.
- Oh, di già?.. - si lamentò Alice.
- Dai, Alice, continuerai a vedere Bella anche nei prossimi giorni, no? - le disse bonariamente Esme
- Si, però.. va bhe. - sorrise
Sarei rimasta volentieri ancora, ma si stava facendo tardi e noi non volevamo approfittare della loro ospitalità.
- Eccomi - dissi alzandomi.
Così, dopo aver rinnovato gli auguri a tutti, ringraziati della splendida giornata e della loro accoglienza, ci avviammo verso casa Swan.
Edward
Che peccato. La zia aveva riportato a casa Bella. Era passata mezzanotte, ormai, e io me ne stavo sul mio divano guardando fuori dalla finestra. Mentre osservavo la luna di questa notte serena che faceva risplendere la neve sotto la sua luce, pensavo che Bella fosse esattamente così: fragile, pura, delicata.. Ma non debole. Non mi sembrava.
Iniziavo a sentirmi così "dipendente" da lei, che faticavo a non vederla per ore. Fu così che mi decisi a fare una cosa che non avrei mai pensato. Mi diressi verso casa sua a grande velocità. In due minuti ero già salito sull'albero di fronte alla sua finestra.
Per fortuna, le tende non erano tirate e io potevo vederla attraverso il vetro.
Era rannicchiata con le ginocchia verso il petto, le braccia piegate e le mani vicino al viso. Si era un pò scoperta e mugugnava nel sonno. Aveva un grande pigiama di quelli da bambini. Sorrisi e mi avvicinai al vetro. Senza fare rumore, alzai l'infisso, entrai e lo richiusi. Le tirai su le coperte fino alle spalle e lei si rilassò sotto il loro calore.
Una sensazione di protezione e qualcos'altro si fecero strada in me, riempiendomi completamente. Non riuscivo ad identificare.. ma sapevo che volevo la sua felicità e le volevo bene.
Mi sedetti sulla sedia accanto alla finestra e la guardai dormire. Aveva l'espressione triste perfino nel sonno.
- Mmm.. No.. che vuoi? - mormorò spaventata. Che si fosse svegliata e mi avesse visto? No.. aveva gli occhi chiusi. Un incubo, conclusi.
- No!.. Lasciami stare..! Nooo!!! - urlò.
Ma che razza di incubo stava facendo? Mi allontanai in fretta per non farmi scoprire, perchè sentivo dal battito frenetico del suo cuore che di lì a poco si sarebbe svegliata e si stava svegliando anche Ally. Però ero curioso di sapere, quindi mi nascosi per osservare, ma senza essere visto.
- Maledetto James!!! - urlò ancora più forte. Si svegliò di soprassalto e arrivò sua zia.
- Bella.. tesoro.. calmati - le disse abbracciandola.
"Povera piccola.. quanto ancora dovrà soffrire? Se non fosse stato per quel maledetto di suo padre! Spero che stia bruciando all'inferno. "
I pensieri di Ally erano pieni di rabbia verso il padre, evidentemente morto, di Bella. E chi era questo James? Suo padre? Purtroppo i pensieri della zia non mi dissero altro, perchè pensava solo a Bella e a come farla stare meglio. Mi allontanai, piuttosto pensieroso e con la solita domanda in testa, che ora pretendeva una risposta con maggior urgenza: Bella, che ti è successo?
Dopo quella sera, avendo scoperto che lei parlava nel sonno, mi recai a casa sua tutte le notti nonostante Alice mi dicesse che non aveva senso, perchè non avrebbe parlato. Non importava. Avevo bisogno di vedere che dormisse tranquilla. Almeno quello.
Bella
La scuola era ricominciata e io avevo ripreso la mia routine con i miei nuovi amici.
Stavo uscendo dall'aula per andare a pranzo, quando Jessica e Lauren mi si avvicinarono.
- Scusa Bella.. Alice ci ha mandato a chiamarti. Ha detto che doveva chiederti qualcosa, ma in privato. -
- Si, seguici. Ti portiamo da lei - aggiunse Lauren
- Oh.. va bene... - dissi tutibante. Non mi sembrava da Alice e quelle due non mi erano mai state simpatiche, ma avevano detto che la sorella di Edward doveva parlarmi in privato. Forse non voleva farlo davanti ai suoi fratelli.
Seguii le due ragazze, ma quando mi resi conto di tutto, ormai era tardi. Le sentivo sghignazzare fuori della porta. Mi avevano rinchiuso nello sgabuzzino delle scope!
- Ehi Bella, questa sì che è la tua stanza. Ti si addice proprio! -
- Si, così farai campagnia ai topi.. i tuoi simili! - le sentii ridere e andarsene.
In preda al panico, iniziai a urlare.
- Apriteeee!!! Qualcuno mi apra!!! Per favoreeee!! - iniziai a piangere, sconvolta. Quello sgabuzzino aveva un aspetto familiare.. Somigliava alla stanza dove ero stata chiusa per tanto tempo, con una finestrella rettangolare, un pò lunga e bassa, leggermente aperta.
Di fianco c'era un armadietto alto con le cose per pulire dei bidelli.
- Nooooo!!! - urlai
Mi sembrava di rivivere la scena quando James rinchiuse nello scantinato... immagini orribili iniziarono a vorticarmi in testa.
Flashback
- Isabella... non mi vuoi bene? -
- P.. perchè? - disse la ragazzina spaventata, indietreggiando nello scantinato.
- Come perchè? Non sono forse il tuo paparino? - le disse avvicinandosi.
- NO! Lasciami andare!.. -
La ragazza sobbalzò sentendo qualcosa strapparsi.. la sua camicetta..
Bella iniziò a dimenarsi più possibile, ma lui le mollò un ceffone tanto forte, che la intontì e cadde a terra. Con la vista semi annebbiata, vide la figura di quel tipo riavvicinarsi a lei dopo essersi calato i pantaloni. La sua eccitazione era libera e la ragazza guardava con terrore quella cosa che ora era vicina al suo viso.
Lui l'afferrò tirandola per la radice dei capelli e le intimò un ordine.
- Avanti! - le ringhiò - Prendilo o te ne pentirai, ci siamo capiti? -
Spaventata, dovette fare quanto richiesto..
Quando lui le allontanò finalmente il volto, le prese i polsi e glieli bloccò sopra la testa con una mano, stringendo molto forte.
Così, distesa a terra, l'uomo le alzò la gonna e le strappò via l'intimo, per poi entrare nel suo corpo con una violenza tale da procurarle solo dolore.
Ormai andava avanti così da tempo...
Fine Falshback
Mi ero seduta per terra abbracciandomi le gambe, tremante, scossa e piangente, quando sentii un rumore provenire dalla porta e della luce filtrare.
Alzai lo sguardo e vidi Edward preoccupato.
- Bella... - mi chiamò - cos'è successo? Come mai eri chiusa qui? -
- Io.. io... - lo guardavo terrorizzata, incapace di parlare.
Il mio sguardo doveva averlo preoccupato parecchio, perchè si avvicinò a me molto lentamente, ma poi si fermò. Dietro di lui intravidi Alice e Jasper.
Alice mi aiutò ad alzarmi, quando vide che rimanevo seduta e guardavo fisso nel vuoto.
- Bella.. va tutto bene.. ci sono qui io.. - mi disse abbracciandomi
Mi lasciai portare fuori fino all'infermeria e mi cullò fra le sue braccia finchè non smisi di singhiozzare.
C'erano anche Edward e Jasper, notai in un secondo momento, che dovevano averci seguite.
Quando riuscii a smettere di piangere, guardai Alice, visibilmente preoccupata per me.
- Bella.. ti va di dirmi cos'è successo? -
Abbassai la testa, poi la guardai. Sapevo di potermi fidare di lei e così parlai..
- Jessica e Lauren.. loro.. mi hanno chiusa lì dentro.. io.. ho paura dei luoghi chiusi... - il che non era inventato, ma faceva da scusa alla mia reazione. Per fortuna avevo riacquistato un minimo di lucidità.
- E com'è successo? -
- Mi avevano detto che dovevi chiedermi qualcosa in privato.. -
- Quelle due.. - la sentii mormorare con una certa rabbia.
Guardò i due ragazzi, poi si rivolse a me di nuovo.
- Te la senti di stare qui con Edward? Io e Jasper andiamo ad avvisare la preside. -
La guardai per un momento smarrita, poi guardai Edward, che se ne stava vicino alla porta con espressione triste e preoccupata.
- Non.. potresti rimanere tu...? -
- Come preferisci, Bella. Tranquilla. - poi si rivolse a Edward - andate voi, per favore. -
Edward si limitò ad annuire e uscì assieme a suo fratello.
Edward
Tornammo a scuola. Quel giorno non avevo lezioni comuni con Bella e il professore ci aveva trattenuto un attimo in classe per darci una comunicazione. Ero certo che lei fosse già uscita dalla sua aula e pensando di trovarla coi miei fratelli, mi diressi in sala mensa.
Alice, nel vedermi, mi venne subito incontro, seguita da Jasper.
- Edward.. credo sia successo qualcosa. Ho visto Bella in uno spazio buio che piangeva.. Mi pare che ci fossero anche delle scope.. forse lo sgabuzzino. -
Andammo a controllare e sentimmo provenire proprio da lì i lamenti di Bella.
Forzai la porta dello stanzino e aprii lentamente.
Quello che vidi mi fece stringere il cuore morto che avevo nel petto. Piangeva disperata, rannicchiata a terra.
- Bella.. - la chiamai dolcemente - cos'è successo? Come mai eri chiusa qui? -
Lei mi guardò col terrore dipinto sul viso. Un terrore che non capii, perchè non sapeva nulla della nostra natura.
- io.. io.. - balbettò.
Avevo fatto due passi verso di lei, ma mi fermai, rimanendo impalato dov'ero e Alice venne in aiuto. Le si avvicinò e l'aiutò ad alzarsi.
Guardai Jasper e quel che vidi mi stupì parecchio: mio fratello stava tremando con gli occhi sbarrati. Gli misi una mano sul braccio, come per dirgli di contenersi, ma lui mi guardò e mi parlò mentalmente.
"Scusa Edward.. sto cercando di riprendermi. Quello che stava provando Bella non era solo terrore. Era un mix di emozioni di una forza incredibile."
Alice portò fuori la sua amica per portarla in infermeria e farla tranquillizzare.
Prima di seguirle, chiesi a Jasper:
- Cosa vuol dire? - parlai piano per farmi sentire solo da lui.
- Non ci sono parole per descriverlo... - rispose una volta ripreso
- Jasper, ti supplico. Ho bisogno di capire.. cerca di spiegarti - lo implorai
- Mmm.. forse l'unico modo è farti provare ciò che ha provato lei... -
- Va bene. Fallo. - dissi deciso
- Sicuro? -
- Assolutamente -
Jasper mi accontentò. Un'immensa ondata di dolore mi travolse. Era davvero come aveva detto lui. Terrore allo stato puro, rabbia, tristezza, vergogna, odio, infelicità.. e forse altre cose. Non saprei nemmeno io, perchè l'intensità di tutto questo era tale da avermi lasciato scosso e tremante. Esattamente come Jasper. E senza fiato.
Quando Jasper mi lasciò libero, lo guardai. Vidi dalla sua mente che mi ero inginocchiato e tenevo gli occhi sbarrati.
- Dio.. ma.. - boccheggiai - che cosa... ? -
Jasper scosse la testa e mi disse di seguire le ragazze.
Alice le stava dicendo che sarebeb andata dalla preside con suo marito e Bella preferì che rimanesse mia sorella con lei.
Perchè? Cos'avevo io di diverso da mia sorella? La guardai triste, ma i pensieri di Alice mi arrivarono, notando la mia espressione.
"Non prendertela. Non è per te. Ha bisogno di compagnia femminile. L'ho intuito mentre la portavo qui. Gliel'ho chiesto per avere conferma. Abbi fiducia e pazienza."
Poi mi mostrò la visione che aveva avuto il primo giorno, quando mi chiese di avvicinarmia Bella.
Eravamo io e lei, abbracciati nella radura dove ogni tanto mi fermavo per stare da solo. Era soleggiata e Bella sorrideva contenta... e aveva gli occhi come i nostri. La visione finì lì.
Uscii con Jasper per andare dalla preside ancora sconvolto sia per quello che aveva provato Bella, sia per la visione. Bella sarebbe diventata una di noi? Non aveva senso. Quando aveva detto di aver paura dei luoghi chiusi non so perchè, ma non ci credetti del tutto. Ero convinto che ci fosse altro e che potesse essere legato all'incubo che aveva fatto poco tempo prima.
Jessica e Lauren l'avrebbero pagata per averla fatta star male. Setacciando i loro pensieri, vidi come la loro invidia per essere nostra amica le aveva fatte agire con cattiveria.
Le due, messe davanti alla preside e ai nostri sguardi feroci, cercarono di giustificarsi dicendo che avevano fatto uno scherzo innocente e l'avrebbero liberata di li a poco. Che bugiarde. Avrei voluto staccare loro la testa con un colpo netto di mano.
La preside non fu magnanima e le sospese per una settimana. La zia di Bella le aveva detto che sua nipote risentiva ancora del suo passato e la donna non era certo rimasta indifferente.
Se avessi potuto decidere io, non se la sarebbero cavata con così poco.
Ora più che mai desideravo sapere e poi chissà la visione di Alice..? Si sarebbe avverata davvero? e perchè mi sembrava quasi di sperarlo? Ero confuso..
Bella
Alice mi aveva accompagnata a casa, dopo quanto successo a scuola. La zia era ancora al lavoro, per fortuna.
- Bella, come stai? Va un pò meglio? -
- Si, grazie Alice. Grazie infinite. - dissi lasciandomi sfuggire una lacrima.
Alice me l'asciugò con un dito.
- Non piangere. E' tutto passato. - mi disse dolcemente.
Annuii. - Alice.. ti prego.. rimani qui con me.. -
- Ok. Nessun problema. -
Andammo in camera mia e ci sedemmo sul mio letto.
Questa ragazza, Edward e i loro familiari erano davvero dei Veri amici con la V maiuscola. Non so dove trovassero la pazienza per starmi dietro e non farmi domande che a chiunque sarebbero sorte spontanee. Erano la discrezione fatta a persona. E io mi stavo affezionando... anzi, forse lo ero già.
- Alice.. so che probabilmente ti starai ponendo delle domande... e.. - mi zittì con un dito sulle labbra.
- Vista la tua reazione.. si.. - ammise - però, Bella, non sei obbligata a dirmi niente che tu non voglia. - mi disse accarezzandomi il viso.
- Grazie.. Sei una vera amica.. -
- E di che? Tu per me sei una sorella. -
- Forse un giorno riuscirò a dirti tutto.. - mugugnai piano. Ma lei sentì.
- Non ci pensare. Ogni cosa a suo tempo, se e quando vorrai. Noi sappiamo che sei una persona speciale. -
Mi accoccolai vicino ad Alice, che mi tenne abbracciata, poi mi addormentai.
Al risveglio, la mia amica non c'era più e in quel momento entrò mia zia.
- Mmm.. zia.. ciao - dissi ancora un pò addormentata e stropicciandomi gli occhi.
- Ciao. Riposato bene? - il suo viso era sorridente, ma tirato. Che avesse saputo?
- M.. si.. che ore sono? -
- Le sette e mezza. -
- Cosa? Ho dormito così tanto? - mi stupii
- Eh si.. Dovevi essere stanca. Quando sono tornata, ho trovato Alice e mi ha detto cos'è successo. Come stai? - Ecco, lo sapevo.. non volevo farla preoccupare..
- Bene, adesso. Grazie. - le sorrisi mesta
- Dai, vieni che è pronta la cena. -
Non capivo. Perchè mia zia sembrava così... insomma, non appariva preoccupata come mi sarei aspettata da lei. Lo era ma non più di tanto. Che Alice l'avesse tranquillizzata? Che non le avesse raccontato nei dettagli?
Aspettai, seduta davanti al tavolo, che mia zia dicesse qualcosa, che mi facesse delle domande. Dato che non parlava, lo feci io.
- Senti.. ma cosa ti ha detto Alice di preciso? -
- Mi ha raccontato che due ragazze ti hanno chiuso dentro lo stanzino delle scope, che ti ha trovata in lacrime e che i suoi fratelli sono andati dritti dalla preside, che le ha sospese per una settimana. -
- E come mai tu.. sembri così tranquilla? -
- Tesoro.. non è che io non mi sia preoccupata. Ho fatto mille domande alla povera Alice, che mi ha risposto pazientemente. Ma sono un pochino più serena, perchè ora hai degli amici sinceri che ti stanno vicino e anche adesso, in questo momento, vedo che la loro vicinanza funziona - mi sorrise.
- Oh.. - sorrisi - Sì, è proprio vero.. Mi sto affezionando a loro. -
- Si vede. Ed è per questo che mi vedi meno ansiosa. E' il riflesso del tuo stato d'animo. Se sei più tranquilla e lo sono anch'io -
Edward
Mi sentivo un pò abbattuto. Avevo inteso quello che Alice aveva detto col pensiero. Che Bella avesse paura dei ragazzi? Non mi sembrava. Avevo l'impressione che lei evitasse in egual misura entrambi i sessi. Forse si sentiva particolarmente legata a mia sorella..
Alice l'aveva portata a casa per farla riposare e non era tornata. Me lo aveva detto mentalmente mentre si trovavano in macchina in direzione di casa Swan, dato che potevo sentirla fino a qualche chilometro di distanza.
Bella e Alice erano sedute sul letto, con la schiena appoggiata alla testiera. Lei si lasciava coccolare da mia sorella. Ancora non mi spiegavo la forza e il tipo di emozioni che aveva provato nello stanzino.
Alice fu molto discreta come suo solito, ma io iniziavo ad avere bisogno di sapere. La curiosità, ma soprattutto l'urgenza di farla stare meglio si stava intensificando dentro di me. Le volevo troppo bene e volevo la sua felicità a tutti i costi.
Bella disse a mia sorella che un giorno le avrebbe detto il perchè di tutto. Io ero intenzionato a scoprirlo e forse sapevo come fare. In fondo Bella era l'unica eccezione al mio potere, no?
"Non farlo. Evita di usare sua zia per sapere tutto. Deve essere lei a parlare se e quando vorrà. Lo so che sei innamorato di lei, che non vorresti mai lasciarla da sola, vuoi proteggerla e vuoi la sua serenità, ma devi fidarti di me."
Cosa? Aspetta un momento.. Ha detto innamorato? Io ci tengo molto a lei, ma questo non vuol dire che io provi certi sentimenti.. giusto?
Mentre facevo questi pensieri ecco arrivare l'elfo di casa.
- Alice. Che diavolo significa? -
- Quello che ho detto. Tu forse non te ne rendi conto, ma è quello che provi. Anche Jasper me lo ha confermato. Si vede quando la guardi o la pensi. E anche lei, secondo noi, inizia a sentire qualcosa. E' particolarmente affezionata a noi due. Per ora non lo sa nemmeno lei. Jasper dice che i suoi sentimenti sono molto confusi. C'è qualcosa che la frena e bisogna pazientare. -
- No. Mi spiace sorellina, ma ti sbagli. E poi, se anche fosse stato così, cosa avrei risolto? Sono un vampiro e lei deve vivere la sua vita da essere umano... Non voglio che diventi una di noi. Farò in modo che la visione non si avveri. Lasciarla avverare.. farebbe di me un mostro ancor peggiore. -
- Vedi? Non fai che confermare tutto. - mi sorrise.
Non c'era proprio niente da fare. Quell'elfo in miniatura la spuntava sempre. Come poteva non capire che la nostra amica non doveva subire questo destino? Non le voleva bene anche lei? O Alice era così egoista da non rendersene neanche conto?
Il giorno dopo, a scuola, avevo paura che Bella non sarebbe venuta. Alice mi aveva detto di stare tranquillo, di comportarmi con la solita discrezione e cercare di alleggerire l'atmosfera in modo da far rilassare la nostra amica. Per fortuna, per quanto sembri impossibile, quelle due maledette non avevano avuto il tempo di raccontare della loro cattiveria, per cui nessuno sapeva cosa fosse successo. Lo confermavano i pensieri. Meno male, almeno si sarebbe risparmiata le occhiate indiscrete.
Bella arrivò, con mio grande sollievo e preoccupazione. Anche se Alcie mi aveva detto come agire, ero comunque un pò nervoso. Jasper lo percepì e mi tranquilizzò col suo potere e con le sue parole.
"E' un pò incerta e nervosa. Forse si aspetta che gli altri sappiano, ma è abbastanza tranquilla."
Si avvicinò a noi un pò imbarazzata.
- C..ciao ragazzi. - alzò lo sguardo su di noi.
- Ciao, Bella. Come stai? - le chiese Rose
- Bene, è passato. Grazie. - poi si rivolse ad Alice - Grazie Alice. Davvero. Non so cos'avrei fatto senza di te. -
- Dai Bella, mi fa piacere aiutare un'amica -
Finalmente guardò Jasper e me.
- Grazie anche a voi. Davvero. Per avermi difesa da quelle due. -
- Figurati, e poi gli amici servono a questo, no? E poi nessuno sa niente - le rispose mio fratello.
- Giusto. Se lo sarebbero meritate anche solo per esistere - sputai
Con mia sorpresa, Bella sorrise guardando Jasper poi me. E per fortuna che dovevo essere io a metterla a suo agio! Con un semplice sorriso era stata lei a tranquillizzare me.. Roba da matti.
- Grazie.. - sussurrò.
- Io direi che per Halloween non hanno nemmeno bisogno di noleggiare un costume. Sono già oche mostruose di nascita.. - saltò su l'orso.
L'ennesima cavolata di Emmett (che poi tanto stupida non era..) fece sorridere tutti.
"Bella ha proprio ragione su Emmett.. E io lo amo anche per questo" sorrise fra sè Rose.
Ci avviammo a lezione un pò più sereni.
Posso andare a spennare vive quelle due oche maledette?! Non basta quello che passa tutti i giorni quella povera ragazza, per non parlare dei suoi incubi... no, dovevano mettercisi anche loro a far riaffiorare ricordi orrendi! Dio santo... cos'ha dovuto sopportare! James, suo padre, la violentava! Che schifo, mi viene nausea solo al pensiero! Povera Bella! Edward si sta rendendo conto di essere innamorato, anche se ancora è un po' scettico, e spero che col suo amore riuscirà a farle dimenticare tutto quanto! Un bacione Ross e bravissima come sempre!
RispondiEliminaManu! My lovely sister! =) eh eh. oggi faccio la poliglotta.. XD Si, guarda, ti dò ragione su tutti i fronti! Io per prima farei a Jessica e Lauren quello che ha pensato Edward.
RispondiEliminaAltra ragione ancor più assoluta te la dò su james. Dire che è un verme è come dire a un nazista che è un angelo.
Anche sui sentimenti di Edward hai fatto centro come tuo solito =) : infatti intuisce ma non ci crede. E vedrai: la forza dei sentimenti compirà i suoi miracoli ;) Stanne certa!
Grazie manu! Bacione!!