venerdì 11 febbraio 2011

Felicità 6 - Epilogo

Edward

Ero a casa ad aspettare l'arrivo di Bella. Volevo lasciarla un pò con sua zia. Non che dopo non l'avrebbe più vista, ma sarebbero passati dei giorni, prima che potesse riabbracciarla.
Ero un pò impaziente e nervoso.. E Jasper se ne accorse.
- Fratello.. stai tranquillo. A momenti arriva. - mi disse mandandomi un'ondata di calma. Mi rilassai volentieri col suo aiuto.
- Grazie Jazz. Ne ho proprio bisogno. - ammisi
- Di niente -
Finalmente arrivò. Non sapevo ancora come fare, perchè non avevo idea se mi sarei controllato, ma Bella si fidava di me, quindi avrei cercato di non deluderla.
- Ciao.. - mi sorrise.
- Ciao - l'abbracciai subito.
- Vieni, Bella. Abbiamo preparato una stanza per te. Starai lì e ti accudirà Alice. - le disse Carlisle
- Come mai proprio Alice? - chiese
- Perchè è meglio che sia una donna a farlo.. - le rispose.
- Oh. Ok -
- Vieni, Carlisle e Alice ci staranno accanto, così.. - non mi fece finire.
- Ma io speravo... - disse abbassando la testa e arrossendo.
- Serve a me.. - dissi soltanto.
- Ma io mi fido - disse sicura.
- Andrà tutto bene. L'ho visto. - mi rassicurò Alice - Potete andare solo voi - ci sorrise, spingendoci verso la camera.
Entrammo e chiusi la porta.
- Sdraiati sul letto, Bella. Così sarai già pronta ad affrontare i prossimi due giorni. -
Fece come le avevo detto.
- Mi devo togliere la camicia? -
- Non.. è necessario.. - deglutii. Cavolo, al solo pensiero che se la togliesse.. uffa.. ero comunque un uomo. Però c'era anche il problema del controllo nel sentire il suo sangue.
Mi avvicinai a lei e le chiesi:
- Ti.. ecco.. ti devo mordere.. vuoi.. cioè.. hai un punto preciso dove vuoi.. si insomma.. - balbettavo come un ragazzino. Mi sorrise.
- Qui - disse indicando il cuore. - E' tuo e lo sarà sempre. -
- Chiudi gli occhi.. -
Ma lei scosse la testa. Davvero voleva vedermi mentre la mordevo? Da una parte mi sembrava un pò macabro, ma dall'altra, chissà perchè, mi piaceva l'idea.. Che strano.
Mi misi di fronte a lei e ci guardavamo negli occhi. Senza dire niente e senza smettere il contatto visivo, lei si sbottonò la camicetta scoprendo la zona del cuore.
Cercando di non distrarmi, mi avvicinai al suo petto. Sentivo il suo profumo, il suo calore.. poi mi decisi e morsi. Sempre guardandoci negli occhi.
Fu incredibile. Subito sobbalzò la morso, ma mi sorrise e continuò finchè perse conoscenza.
Mmm. Il suo sangue era il più buono che avessi mai sentito.. così dolce.. Dai, Edward, mi dissi, devi cercare di resistere..
Poco dopo, la lasciai. Ero riuscito a non farmi soggiogare dal sangue, perchè pensavo a quanto fosse bella mentre sorrideva.
Andai da Alice, per dirle che se ne prendesse cura.

Bella

Dopo due giorni di rogo, che non era stato poi così terribile come sembrava dalle parole di Edward, iniziai a risvegliarmi e riprendere coscienza.
Vicino a me, sentivo qualcuno tenermi la mano. Era calda al tatto. Oh, già.. adesso ero fredda anch'io.. stessa temperatura.
Aprii finalmente gli occhi e vidi Edward sorridermi.
- Come stai? -
- Bene. Non sono mai stata meglio. - sorrisi. - Sai.. è strano.. adesso che mi guardo intorno, mi sembra di vedere delle cose in più.. -
- E' così. La nostra vista è speciale. -
- Capisco.. e dov'è Alice? Credevo che ci sarebbe stata lei qui.. Non che mi dispiaccia che ci sia tu, anzi, però.. -
- E' solo che quando si compie il passaggio, ci si dimena. Nell'incoscienza non ci si accorge di niente, ma nel fare così, ci si strappano i vestiti; inoltre, il corpo avrebbe bisogno di essere lavato continuamente: è per questo che si sono occupate di te Alice e Rose. - mi sorrise - Qualche minuto fa, dopo averti vestita, mia sorella mi ha chiamato. E così eccomi qui - terminò dandomi un bacio sul dorso della mano.
Mi alzai e gli gettai le braccia al collo.
- Edward.. ti amo - dissi baciandogli tutto il viso, euforica.
- Ehi ehi.. piano.. - mi disse ridacchiando.
Mi fermai un momento e lo guardai.
- Non hai bisogno di qualcosa.. ? - mi chiese
- No.. solo di te, perchè? -
- Ma come.. ? Non hai sete? - mi guardò stupito.
- mmm.. - ci pensai un secondo. - Si, un pochino, ma non tanto -
- Devo dire di essere senza parole. - disse ancora sbalordito - Credevo che avresti avuto una sete incredibile... -
In quel momento apparve Alice.
- A quanto pare, pur essendo nuova, è molto matura. Forse è per questo che è così controllata -
- Ehi.. sai che non riesco a leggerti la mente neanche adesso? - mi disse Edward
Gli sorrisi.
- Ne sono felice.. Te lo dissi una volta, te lo ripeto. - ridacchiai.
- Uffa.. è così frustrante... - si lamentò come un bambino, prima di baciarmi a stampo. - Dai. Vieni a caccia. Così ti disseterai, ok? -
Annuii.
Uscimmo e corremmo per la foresta. Edward mi insegnò che dovevo solo usare l'istinto e seguire la pista del sangue animale. In effetti fu semplice. Feci fuori un paio di alci, poi gli dissi che ero sazia.
Ci fermammo un pò nella ormai nostra radura a goderci la natura. Abbracciati e sorridenti.
Tornati a casa, Carlisle ci disse che aveva telefonato ad un suo amico.
- Sai, il suo potere è di individuare le doti altrui. - mi disse - Gli ho descritto il tuo caso e mi ha detto che molto probabilmente si tratta di uno scudo psichico, su cui qualsiasi altro potere mentale o illusorio è inefficace. Interessante, direi. E credo vero. Visto che Edward non riesce tuttora a leggere i tuoi pensieri -
- Caspita.. uno scudo.. quindi.. una specie di barriera? - dissi stupita e contenta.
- Esatto. - mi sorrise.
Poco tempo dopo, questo amico di Carlisle, Eleazar, con sua moglie Carmen, ci venne a trovare e vedendomi, confermò l'ipotesi dello scudo. Stettero con noi due - tre giorni per insegnarmi ad usarlo correttamente. Potevo anche proteggere le menti di altri, oltre la mia. Grande! La cosa mi piaceva. Anche Eleazar e Carmen erano "vegetariani" come i Cullen. Lui e sua moglie erano una specie di famiglia allargata di Carlisle e gli altri. Fui lieta di conoscerli.

Qualche giorno dopo, finalmente andai a trovare la zia.
- Oh.. Bella.. sei.. sei davvero stupenda.. - mi abbracciò.
- Grazie.. Come stai? -
- Tutto bene. Carlisle si è premurato di dirmi come stavi nel frattempo. E' stato molto gentile e paziente. Allora. Torni dalla tua zietta? -
- Si, se vuoi.. Ora sono in grado di controllarmi -
- Non so cosa voglia dire esattamente, ma mi sei mancata. Anche se sono passati solo alcuni giorni -

Tornammo pian piano alla nostra routine, la scuola aveva riaperto dopo le vacanze estive.
Tutti mi guardavano stupiti: io, l'asociale, acida e poco attraente Bella Swan, a braccetto con Edward e dietro le altre due coppie.
Lo stupendo ragazzo accanto a me, intanto, mi riferiva i pensieri che sentiva.. Sembrava un pò geloso del genere maschile, che sembrava apprezzare il cambiamento.. bhe, ovviamente quello del modo di vestire, perchè ora ero abbigliata come 'vera' ragazza, e irritato da quello femminile.. che a quanto pare era piuttosto invidioso.
Io mi sentivo molto più sicura di me stessa. Lo dovevo ai Cullen e lo dovevo anche al fatto di essere una vampira.. In fondo, oltre a salvarmi dalla morte, la trasformazione mi aveva resa fortissima. Perciò guai a chi avesse tentato di farmi del male, perchè non ci sarebbe riuscito.

Tempo dopo, la prof di arte ci chiese di realizzare un carboncino riproducendo ciò che amavamo di più. Mi lasciai andare e la mia mano seguì il suo corso, quasi mossa da volontà propria.
Sarei diventata più che viola, se avessi potuto, per il risultato, ma fortunatamente, la Allen ci aveva messi in condizioni di non vedere i lavori degli altri, mettendo tra gli sgabelli dei separè. In questo modo avevamo la possibilità di sentirci liberi di esprimerci senza tener conto delle eventuali occhiate altrui, di stare "in privato".
- Oh. Bella, devo dire che questo lavoro è il migliore che tu abbia mai fatto. Sono contenta di vederti serena e che lo esprimi così - disse indicando il disegno.
- Bhe.. in realtà non ho pensato molto.. ero distratta.. -
- Ti sei lasciata andare. Brava. - poi si abbassò al mio orecchio per sussurrarmi - e complimenti per la scelta, magari trovarne così alla tua età.. - mi fece l'occhiolino e sorrise.
Io invece sorrisi, perchè quel giorno Edward era a caccia e non poteva leggere nella mente della prof cosa avevo fatto. Alla prima occasione un pò speciale gli avrei dato il mio lavoro, sperando che gli piacesse.

Erano passati dei mesi, i miei ricordi umani c'erano ancora, ma erano un pò sfocati. L'ultimo periodo, invece, da che avevo conosciuto Edward, me lo ricordavo abbastanza bene. Ero contenta di questo.
La scuola era finita e io iniziavo a sentire il bisogno di evolvere il mio rapporto con il mio ragazzo... Che strano.. "mio ragazzo".. chi l'avrebbe mai detto? E per di più il David di Michelangelo per eccellenza, con la dolcezza del miele e qualche volta l'impertinenza del ragazzino. Sorrisi. Era proprio speciale! Ed era mio.
Cavoli quanto lo amavo! Era qualcosa di .. non so.. come aveva detto lui, una volta subìto il cambiamento, le emozioni erano molto più amplificate. I
Decisi di chiedere consiglio alle mie 'sorelle' riguardo all' "evoluzione" che avevo in mente.. Di sicuro non aspettavano altro! Quelle due matte...
Vollero fare un pigiama party in camera mia. In questo modo non ci sarebbe stato Edward nei dintorni... sperai. Secondo me era capace di nascondersi da qualche parte per ascoltare, sia che fossero i pensieri delle sorelle, che la nostra chiacchierata.
- Allora, Bella - partì subito Alice - se ho ben capito... vorresti qualcosa di più dal vostro rapporto, giusto? -
- Si.. ma.. -
- Hai paura? -
- No.. non è che ho paura.. ho superato quella fase. Il fatto è che non so cosa fare.. Sai, nonostante il mio passato, non ho mai ... fatto certe cose.. - dissi timorosa
- Certo che no. E' ovvio - mi disse comprensiva Rose - anch'io avevo le tue paure quando conobbi Emmett -
- Davvero? E come hai fatto? -
- So che sembra facile a dirsi, ma mi sono affidata a lui, ai nostri sentimenti.. ed è avvenuto tutto naturalmente. -
Mi riempirono di consigli, perfino su che intimo usare, tanto che se fossi stata ancora umana mi sarebbe scoppiata la testa.
- Alice, ti ricordi che un giorno mi avevi chiesto una cosa, a scuola? -
- Ehm.. aspetta.. oh. Forse ho capito - mi sa che aveva previsto tutto, ma aveva lasciato che facessi loro una sorpresa.
Mi alzai andando a prendere un grosso album. Tornai a sedermi sul letto con loro ed estrassi un foglio, che mostrai.
- Bella.. è davvero stupendo! - esclamarono.
- Ci hai ritratte entrambe.. - mi sorrise Rose.
- Si, ho pensato di ritrarre insieme le mie migliori amiche e sorelle. -
- E quando lo hai fatto? - chiese Rose
- In realtà diverso tempo fa.. poco prima che sapessi del tumore. Volevo darvelo, ma poi sono successe un pò di cose.. -
- Grazie Bella, è qualcosa che conserveremo con cura. Sei davvero un'artista. - mi disse Alice.
Passammo il resto del tempo a scherzare e divertirci.

Edward

Uffa.. quelle tre si erano messe d'accordo per chissà quale convegno tra donne, escludendo me, che volevo passare del tempo con Bella. Lo sapevo di avere l'eternità, ma i miei sentimenti mi portavano a desiderare di passarla solo con lei... Era molto tempo che stavamo insieme e non avevamo ancora fatto il passo successivo. Aspettavo che Bella si sentisse pronta, ma utlimamente sembrava un pò schiva..
Quanto avrei voluto nascondermi per ascoltare! Ma Alice lo avrebbe previsto... Per cui mi dovetti accontentare della compagnia dei miei fratelli.
- Dai, Edward, non fare quel muso lungo - mi disse Jasper.
- Facile per te.. - mugugnai
- No. Non credere che non mi manchi mia moglie. E' solo che ho imaprato a lasciarle i suoi spazi -
- Perchè io non lo faccio? - sbottai
- Non ho detto questo. Dico solo che dovresti imparare ad essere più paziente, quando non è con te -
- Jazz ha ragione. Posso dire lo stesso - disse l'orso
- E' solo che.. la vorrei con me sempre, per l'eternità.. in ogni momento.. -
- E allora perchè non la sposi? - mi chiese Emmett con una semplicità che solo lui poteva avere.
Sgranai gli occhi e poi gli saltai addosso, abbracciandolo.
- Ehi ehi.. anch'io ti voglio bene, ma non esageriamo - disse ridendo
- ah, smettila. - gli dissi staccandomi - tanto lo so che sei un cucciolone d'orsacchiotto sempre in cerca di atti affettuosi.. - gli sorrisi
- Uffi... sempre per Yogi mi devono prendere.. - disse fingendosi un bimbo imbronciato
- Ah ah ah.. ma tu sei uguale, per forza! - ridemmo io e Jasper
- Piuttosto.. dalla tua reazione, deduco che le farai la proposta o sbaglio? - mi interruppe Emmett
- Bhe, l'idea sarebbe quella, ma vorrei aspettare il momento buono.. insomma.. -
- Edward. Basta con tutte queste fisime. Ti ricordo che io sento perfettamente ciò che sente Bella e quando è con te, per lei esisti solo tu e ti ama senza riserve. Si vede anche da come ti guarda.. e poi direi che... -
Lessi nella sua mente che a volte sentiva Bella un pò eccitata quando ci permettevamo qualche carezza un pò più audace. E non aveva paura. La poteva sentire anche da una certa distanza.
- Giusto. Anch'io con Rose non sapevo bene cosa fare, ma poi.. - intervenne Emmett
Mi disse che aveva preparato qualcosa di speciale per lei, poi l'aveva coccolata e alla fine Rose si era abbandonata a lui e tutto era stato bellissimo.
Quelle parole mi rassicurarono un pò.

Alice

Ah, finalmente tutto stava andando nel verso giusto! La mia nuova sorellina si era lasciata tutto alle spalle e il mio caro fratellone voleva fare il grande passo con Bella vestita di bianco! Evviva!! Mi sarei divertita un mondo ad aiutarla a organizzare tutto. Certo, stando ai suoi desideri, che sicuramente sarebbero state cose molto semplici. Tutto pur di vederli felici!
Non dissi niente. Ovvio che doveva essere una sorpresa per tutti. In primis per la futura sposa.
Passammo una bellissima nottata fra ragazze. Ci voleva, ogni tanto.
E poi avevo ragione di credere che Edward stesse per avere un'idea per dirlo alla sua amata.. Mi sa che lo avrei consigliato.. sorrisi tra me.

Bella

Rose ed Alice mi avevano riempito di consigli, ma quello che più importava era una cosa che mi aveva detto Rosalie: lei si era affidata ad Emmett e ai loro sentimenti.
Io ero prontissima a farlo, ma Edward? Avrei detto di si, ma sembrava sempre che avesse paura di farmi chissà cosa.. Uffa.. Se avevo io avevo superato tutto, non poteva farlo anche lui? Dannazione! Che qualcuno mi dica se è normale! Però.. mi dimostrava il suo sentimento anche in altri modi.. come quando mi baciava...
Forse avevo avuto un'idea, che magari poteva funzionare..
Ero d'accordo con Edward che stasera saremmo andati alla radura. Quel luogo era un piccolo paradiso. Il posto ideale dove parlare liberamente.. e dove agire con un minimo di audacia senza essere disturbati...
Suonarono alla porta. Sapevo che era lui. Mi fiondai ad aprire e sentii la zia borbottare..
- Bella, tesoro, potresti cercare di muoverti un pò più lentamente? A volte mi sembra di vivere in una zona molto ventilata.. -
- Scusa zia.. hai ragione - ridacchiai, aprendo la porta. Eccolo il mio miracolo personale.
Senza dire una parola, gli circondai il collo con le braccia e lo baciai. Brava Bella. Chissà che non intuisca qualcosa.. Vai così!
- Mmm .. che bellissima accoglienza.. - mormorò
- Tutto per te.. -
Lui sorrise, forse un pò imbarazzato, ma ci avrei pensato io. Insomma, stavamo insieme da almeno un anno!
Ci dirigemmo nel nostro luogo preferito. O almeno così credevo. Vidi che prendeva una direzione diversa. Poco dopo capii che stavamo andando alla grotta al mare. Bhe, anche quello era 'nostro'..
Quando arrivammo..
- Chiudi gli occhi, perfavore. - mi chiese
- Ok - obbedii.
Sentivo odore di cera che bruciava, segno che forse c'erano delle candele. E poi profumo di rose..
- Apri pure gli occhi.. - disse
- Edward.. che bello.. - rimasi colpita.
Aveva sì, acceso delle candele, ma quello che non mi aspettavo era che da dentro la grotta, la luce che emanavano faceva un effetto soft, come di luci soffuse, calde. Petali di rose rosa, sparsi a mò di giaciglio, davano un velo rosato al bagliore diffuso dalle candele e davanti avevamo l'oceano con una splendida luna piena che mandava sull'acqua i suoi bagliori argentei. L'effetto d'insieme era semplice, ma magico.
Ci sedemmo e mi guardò.
- Bella.. senti dovrei parlarti.. - sorrise imbarazzato.
- Dimmi.. - sorrisi a mia volta. Se la sua espressione era quella, forse potevo ben sperare.
- Ecco.. tu sai che voglio sempre stare con te, che desidero l'eternità al tuo fianco.. -
Annuii. - Anch'io.. -
- Chiudi di nuovo gli occhi, allora. -
Obbedii. Sentii che mi prese la mano e ci mise qualcosa sopra. Al tatto sembrava velluto, qualcosa di piccolo.
- Puoi guardare, ora.. -
Avevo in mano una scatolina ricoperta di velluto, aperta. Al suo interno c'era un anello fatto di sottili fili d'oro che si intrecciavano a treccia per formare il cerchietto e per dare forma alla sagoma di una farfalla, nella cui 'testa' c'era incastonato un brillante e il corpo era fatto da righine d'oro, tipo ape. Ero senza parole, stupendo.
- Bella.. prima che mia madre morisse... mi aveva affidato questo suo anello, dicendomi di donarlo alla mia metà quando l'avessi trovata. E quella metà sei tu... Isabella Swan.. vuoi sposarmi? -
Gli saltai al collo.
- Si si si si si si!!! Ti amo! -
- Anch'io.. -
Lo baciai con una certa passione. Volevo che percepisse il mio amore, ma volevo anche che capisse che lo desideravo. Con tutto il cuore.
Sembrava rispondermi col mio stesso ardore, così decisi di farmi un pò più audace. Iniziai a far scorrere le mani sul suo torace, sulla schiena, poi le feci avventurare fino al bordo dei suoi jeans, dove infilai le dita.
Lui assecondò i miei movimenti, e senza smettere di baciarci mi ritrovai contro la parete rocciosa. Alzai un ginocchio fino al suo fianco, facendo aderire i nostri bacini.
- Bella... - mi chiamò staccandosi leggermente - sei.. sicura? -
Lo guardai negli occhi, sapendo che i miei erano neri come i suoi.
- Sicurissima - risposi decisa. Poi lo guardai con un sorrisetto sghembo che a volte faceva anche lui - e se ti fermi, subirai la mia vendetta.. - aggiunsi suadente.
Mi sorrise nello stesso modo, divertito.
- Questo è l'invito più celestiale che abbia mai ricevuto.. - disse piano.
Tornò a baciarmi e mise la mano sulla coscia della gamba che avevo alzato, mentre l'altro braccio mi teneva stretta a lui. Io mi spinsi di più contro il suo corpo.
Riabbassai la gamba e andai con le mani sotto la sua maglia, cercando di sfilargliela. Edward assecondò i miei movimenti, alzando le braccia e lasciandosi svestire.
Con la bocca sul mio collo, mi svestì anche lui, togliendomi l'abito che indossavo.
Poco dopo non avevamo più niente addosso. Sentivo i miei sentimenti invadermi ogni fibra del corpo, sentivo che Edward mi voleva e mi amava. E io lui. Questo era ciò che contava.
Scivolammo lungo la roccia su cui eravamo appoggiati e non mi resi quasi conto che ci eravamo anche sdraiati. Sentivo il peso piacevole del suo corpo sul mio. Eravamo soli, in un luogo per noi speciale, col nostro amore.
Edward aveva iniziato una dolce tortura per il seno, mentre le sue dita esploravano la parte più nascosta di me. Era dolce ed eccitante a tal punto che mi spinsi ad agire, toccandolo a mia volta.
Gli scappò un mugolìo che mi rese soddisfatta. Glil'avevo provocato io..
Poi Edward mi guardò come per ottenere un consenso definitivo. Per tutta risposta, gli misi le mani sui glutei e lo spisi verso di me. A quel punto, lui unì il suo corpo al mio con una dolcezza incredibile, facendosi, poi, più passionale a ogni movimento. Si muoveva con me, in un ritmo tuto nostro... Era tutto perfetto.

Finalmente avevamo compiuto anche quel passo. Ero contentissima. Adesso giacevo di fianco a lui, cullata dalle sue braccia.
- Sai.. non mi sembra ancora vero tutto questo.. mi sembra di volare. E' una sensazione meravigliosa. E prima.. oh mamma.. non so come descriverlo.. è stato .. non è stato come volare in paradiso, ma al di sopra! Poi... era da un pò che aspettavo questo momento... - se avessi potuto, avrei avuto la faccia viola, ma non importava. Era quello che sentivo e volevo condividere con Edward la mia vita e le mie emozioni.
Lo guardai sorridendo e il suo viso era sorridente ed emozionato.
- Bella.. - mi accarezzò il viso - .. mi hai tolto le parole di bocca.. Ma davvero lo volevi da tempo? - era rimasto un pò stupito della mia dichiarazione..
- Bhe si.. ma tu eri convinto di farmi paura.. ho cercato di farti capire che non sarebbe stato così.. -
- Scusa.. - mi baciò la mano - mi perdoni? -
Alzai un sopracciglio.
- E non ti sembra che lo abbia già fatto? - dissi fintamente irritata. Lui capì. Aveva sempre detto che si capiva quando mentivo..
Mi sorrise. - Giusto.. mia cara futura mogliettina.. -
Riprendemmo il 'discorso', fatto prima della nostra chiacchieratina..

Ormai stava spuntando il sole. Io e Edward avevamo trascorso la notte insieme.. La notte più bella della mia vita.
Eravamo ancora abbracciati e stavamo guardando il sorgere del sole, quando decisi di spezzare il silenzio.
- Edward -
- Si? -
- Mi è venuto in mente che ho una cosa da darti. E' qualcosa che conservo da un pò di tempo, ma non avevo ancora trovato l'occasione di dartelo. Vieni con me, si trova a casa nella mia camera. -
- La seguo madame. Ti seguirei ovunque.. -
Gli diedi un bacio, poi mi rialzai per vestirmi e lui fece lo stesso. Corremmo fino a casa Swan.
Zia Ally dormiva ancora, era l'alba, quindi entrammo facendo piano. Salimmo le scale fino alla mia camera.
- Edward, per favore, stavolta chiudi tu gli occhi -
Mi obbedì.
- Ti ricordi quel giorno in cui tu eri a caccia e io ti dissi che la Allen ci aveva fatto rappresentare ciò che amavamo di più al mondo e ti avevo proibito di scoprire cosa avessi fatto? -
- Si, mi ricordo. -
- Adesso apri gli occhi -
Lo vidi guardare il suo ritratto con una certa emozione e stupore.
- Bella.... -
- Ti piace? - chiesi timorosa
- Se mi piace? Non ho parole per descriverlo. E' bellissimo -
Era semplicemente un ritratto di Edward seduto al centro della radura.
- Mi fa piacere.. - sorrisi
Lui si avvicinò a me, cingendomi la vita e stringendomi a lui.

Edward

Il gran giorno era arrivato e io ero un pò nervoso.
Ero nella mia stanza ad aspettare che si facesse quasi ora, poi mi sarei vestito.
Fortuna che c'erano Emmett e Jasper con me, altrimenti sarei andato a prendere Bella e non mi sarebbe più importato di altro.
Con lei c'erano le mie sorelle, che finivano di prepararla. Cercavano di celarmi i loro pensieri perchè sapevano che avrei sbirciato. Uffa.. le donne e anche quella nanetta malefica! Io volevo solo la mia Bella.
Sbuffai sonoramente, sotto le occhiate divertite dei miei fratelli.
- Adesso si rende conto, finalmente, di cosa voglia dire tutta questa attesa, vero fratello? - disse Jasper, rivolto all'orso.
- Oh si. Era ora. Così impara a prendere in giro.. - gli fece l'occhiolino Emmett. In effetti avevo un pò sottovalutato la situazione e quando si sposarono loro, io chiesi cosa c'era da essere nervosi, tanto era solo una cerimonia.. Tse. Col cavolo! Era una tortura! Aspettare per vedere la tua sposa, tenerti all'oscuro dei preparativi.. e altro ancora.. uffa. Che noia, che barba, che noia!
Ci mancava solo che scalciassi come Sandra Mondaini sotto le coperte e 'facevo trentuno'....!
Non stetti nemmeno a rispondere ai quei due.
- Dai, vestiti. E' ora - disse Jasper, dopo un pò, guardando l'orologio.
Finalmente, penso. Mi vesto velocemente col mio completo blu scuro e mi avvio assieme ai miei fratelli dal reverendo Weber.
Ci sono già i miei genitori e Ally, seduti vicini. Abbiamo voluto una cerimonia intima. Mi sorridono felici. Soprattutto Ally, che pensava che sua nipote non avrebbe potuto avere migliore fortuna ed era felicissima di come erano andate le cose. Faceva molto felice anche me e le feci un cenno col capo. Lei mi sorrise ancor di più.
Ecco che inizia la marcia nuziale. Finalmente sta arrivando.
Mi volto verso le scale, dove vedo apparire il mio angelo.. Si, non potrei definirla in altro modo. E' semplicemente un incanto col vestito che le ha fatto mia sorella. I suoi occhi trovano i miei e ci scambiamo un sorriso, mentre avanza verso di me. Sono emozionato. Se potessero, mi suderebbero le mani. Appena mi raggiunge, allungo una mano verso di lei, che l'afferra subito.

Bella

Alice e Rose mi stavano ritoccando il trucco. Ero vestita con un abito semplice e bellissimo, che la stessa Alice aveva confezionato. Si divertiva a fare queste cose.. E devo dire che il risultato è ottimo.
Sospiro, impaziente di raggiungere il mio sposo. Sono un pò nervosa.. Se solo non avessero impedito anche agli altri ragazzi di essere li con noi... Jasper mi sarebbe stato di grande aiuto.
- Dai, Bella, tranquilla, abbiamo finito. Ora si va. - mi dice Alice.
- Ok..- è l'unica cosa che riesco a dire e mi avvio assieme alle mie amiche - sorelle - cognate. ^__^
Inizio a scendere gli scalini che mi portano nel giardino, dove è stato allestito un piccolo percorso addobbato con fiori d'arancio, tee e rose rosa messe in canestri di vimini bianchi e arancioni, tenuti da dei lampioncini a uncino. Edward e il reverendo Weber mi aspettano sotto un gazebo in ferro battuto, ricoperto da viti e roselline rosse rampicanti, sotto cui ci sono la zia, Carlisle e Esme già seduti. E' tutto magico, fiabesco..
Cerco subito gli occhi di Edward e li trovo. Sorridenti, emozionati... proprio come i miei.
Mentre 'entro', scorgo anche gli occhi della zia, le faccio un cenno veloce, e senza smettere di sorridere, raggiungo il mio sposo. Mi porge una mano, che prendo subito.
Il reverendo Weber iniziò la cerimonia. Abbiamo voluto qualcosa di intimo, familiare.
- ... vi dichiaro marito e moglie. Ora puoi baciare .. -
Non gli permisi di finire che gettai le braccia al collo di Edward per travolgerlo con un bacio.
Abbasso il mio scudo mentre ci baciavamo per far sentire a Edward le mie emozioni. Certo che se mi avessero detto che mi sarebbero successe tutte le cose belle, a parte il tumore, capitate col mio arrivo a Forks, non ci avrei mai e poi mai creduto.
Ora, invece, sono qui, in un giorno che ricorderò per tutta la vita, con mio marito e le persone a me più care. E sono felice.. Dannatamente felice.
"Edward, sei tu la mia vita, sei tu.. la mia felicità".


The end.

giovedì 10 febbraio 2011

Felicità - 5 - Tutta la verità

Edward

I raggi del sole, così raro in questa cittadina, fecero capolino filtrando attraverso le tende che avevo tirato per permettere a Bella di dormire. Di solito si agitava nel sonno, ma questa notte l'aveva passata un pò più tranquillamente. Volevo sperare che fosse per merito mio, perchè sentiva la mia presenza accanto a lei.. Ma temevo che il motivo fosse la stanchezza. Bella mi appariva stanca, fisicamente e mentalmente.
Pian piano iniziò a svegliarsi. Quando aprì gli occhi, mi guardò un pò confusa, poi probabilmente le tornò in mente la sera prima.
Mi sorrise e mi abbracciò.
- Edward.. sei rimasto qui.. -
- Te l'ho detto che non voglio lasciarti sola. Voglio passare più tempo possibile con te. -
- E gli altri? Specie Alice, cosa diranno? - mi sorrise scherzosa.
- Bhe, staremo anche con loro, ogni tanto, è ovvio - le sorrido.
- Scusami.. mi serve qualche minuto.. - si fermò a pensare - .. da umana, direi -
- Oh, certo. - dissi alzando le mani.
Andò a prepararsi. Povera Bella.. adesso zoppicava vistosamente. Non si lamentava mai, diceva sempre di star bene.. minimizzava sempre tutto. Quest'ultima cosa mi faceva un pò rabbia, ma anche questa era Bella Swan. E io l'amavo in tutti i suoi aspetti.. Ormai me ne ero reso conto. Alice aveva ragione come sempre..
Mi ero innamorato di Bella, della sua forza, del suo spirito fragile, ma deciso, della sua dolcezza.... E amavo tutti i suoi difetti. Se "difetti" si potevano definire. Per me era perfetta.
Come avrei fatto, però, a dirle cosa sentivo? Forse era il caso di aspettare almeno un pò, che si "calmassero" le acque. Non credo che avrebbe retto: questa notizia, le sue paure.. Non volevo darle un "peso", un pensiero in più. Non potevo sovraccaricarla. E poi non era nemmeno detto che ricambiasse, anche se sembrava preferire la mia compagnia.
Tornò, distogliendomi dai miei pensieri.
- Cosa vuoi fare oggi? - le chiesi
- Oggi niente scuola? -
- Infatti. - le sorrisi - Qualche idea? -
- Mmm... non saprei.. forse.. ci sono. Andiamo in quel luogo al mare che mi dicevi, che ne dici? -
- Affare fatto - le sorrisi.
Sembrava abbastanza di buon umore, ma so che cercava di non pensare alla sua condizione. Ormai la conoscevo. Sperai con tutto me stesso di riuscire a distrarla.
Scendemmo. Quando sua zia ci vide, Bella disse ad Ally che era arrivato prima del suo risveglio.
Ma anche Ally era una donna perspicace e si mise a scurate la nipote.
- Bella, ti fa ancora male la gamba? Mi sembri abbastanza zoppicante. Come mai? -
Bella mi guardò come se volesse un aiuto. Io alzai le sopracciglia in segno che era giusto parlare, perchè era evidente che non aveva detto nulla della sua salute con nessuno.
Bella prese un bel respiro e raccontò la sua mezza giornata passata in ospedale con Carlisle, le spiegò che non aveva detto niente, perchè aveva avuto bisogno di raccogliere le idee per qualche giorno.
Sua zia si portò le mani al volto, piangendo in silenzio. Bella le si avvicinò e la coccolò un pò.
- Scusa.. sono io che dovrei starti vicina, invece sei tu che lo fai.. -
- No, zia, no. Se c'è qualcuno che mi è sempre stato vicino siete tu, Edward e la sua famiglia. Non dire così. - le sorrise - Senti... ti dispiace se io e Edward andiamo a fare un giro verso il mare? -
- Ma certo che no. Vai, Bella. E non ti preoccupare, se vuoi posso parlare con la scuola -
- Bhe.. si.. vedremo. Vorrei pensarci con calma. -
- Va bene. Ora vado, che se no faccio tardi. - le fece una carezza al viso e uscì di casa.
Uscimmo anche noi, ma Bella si fermò di colpo.
- Edward.. sei venuto correndo? -
- Si. Ma adesso ti porto in spalla fino a casa e prendiamo la macchina. -
- Aspetta.. se non ti peso.. puoi portarmi direttamente così.. -
- No, non sarebbe un problema. - le sorrisi - Tu sei leggerissima, ma per arrivare là è meglio prendere la macchina. Non si sa mai che qualcuno possa vedere.. c'è un tratto di strada scoperto -
- Oh. Ok, d'accordo -
Quando giungemmo al mare, si incantò. Parcheggiando e finendo il tratto a piedi con lei in spalla, eravamo arrivati in un'insenatura piccola e nascosta. Ci fermammo in una piccola grotta da dove c'era un panorama stupendo, abbastanza al di sopra della spiaggettina.
- Che bello.. Ma come fai a trovare tutti questi posti meravigliosi?Prima la radura, adesso questo.. - mormorò sognante.
- Bhe.. diciamo che la fortuna mi assiste quando voglio stare da solo e in relax -

Bella

Eravamo in un posto magnifico. L'oceano si presentava sotto i nostri occhi leggermente mosso, blu, e con mille scintille di luce create dal sole che si rifletteva sulla superficie.
Quel luogo dava pace come la radura. E io mi sentii di parlare con Edward. Non era giusto che lui, dopo aver svelato il proprio segreto, dopo tutto quello che aveva fatto per me, come mi aveva sopportata e supportata.. insomma, era qualcosa che prima o poi doveva sapere e che gli dovevo.. Presi un bel respirone. Lui se ne accorse e mi guardò.
- Edward... ci sarebbe una cosa che vorrei dirti.. Tu sei sempre stato al mio fianco, sei sempre stato paziente e mi hai perfino detto della tua natura. Sei una persona importante per me. Molto. Perciò è giusto che tu sappia.. - mi fermai un secondo. Aveva tutta l'attenzione su di me.
- Dimmi Bella, ti ascolto -
- Ecco.. da quello che so, mia madre morì quando mi diede alla luce e mio padre se ne andò per la sua strada. Io venni affidata a una casa famiglia, che mi tenne fino ai miei cinque anni. Dopo di che, fui affidata ad altre persone... tutti i bambini mi facevano ogni genere di dispetto e gli adulti qualche volta mi picchiavano... Dopo che ebbi compiuto dodici anni si presentò un uomo biondo che disse di essere mio padre e di chiamarsi James. Disse che mi cercava, perchè non sapeva dov'ero. Credetti, sulle prime, di poter iniziare a vivere serena, invece iniziò il periodo più nero che si possa immaginare. Il suo unico scopo era quello di impossessarsi dei risparmi di mia madre, che lei aveva messo da parte per me. Ma c'era una clausola per la quale quei soldi avrei potuto prelevarli solo io e al compimento dei miei diciotto anni. Per questo ci fecero anche il test del Dna, che risultò positivo. Per mantenere le apparenze col vicinato, mi lasciava andare a scuola.. o meglio, mi ci portava lui e mi veniva a riprendere, controllando che entrassi e uscissi senza tentare fughe. - lo vidi irrigidire la mascella, ma continuai - James beveva e si drogava. Ecco a cosa servivano i soldi. Il resto della giornata in cui non ero a scuola, dove mi faceva controllare da un bidello che pagava, ero chiusa a chiave in casa. Non potevo andare da nessuna parte. C'erano anche le sbarre alle finestre. E quando esagerava nel bere, mi picchiava violentemente... - respirai - e avveniva quasi tutti i giorni.. Ovviamente, se qualcuno faceva domande, dovevo dire di essermi fatta male da sola.. - feci un'altra pausa e presi un respiro profondo. Ora veniva la parte peggiore. Guardai un attimo Edward, che aveva un'espressione tristissima, sofferente.. - Poi, un giorno.. non so cosa gli prese... mi guardava come se avesse avuto davanti una leccornia, con lascivia.. e... mi.. v...vio... - respiro - violentò... - l'avevo detto. Finalmente l'avevo sputato fuori. Continuai con voce rotta dal pianto - Avevo quattordici anni quando successe la prima volta.. poi.. quando ero a casa da scuola, aveva iniziato a tenermi nello scantinato... e continuò così fino all'inizio dell'anno scorso.. Era sceso da me per l'ennesima volta, ma si era portato dietro una bottiglia di rum e una siringa di droga... Mi guardava mentre beveva, poi si iniettò il siero.. Si avvicinò a me come al solito, mi aveva spogliata e stava per ... fare "quelle cose" di nuovo, quando si sentì male. Era rimasto immobile su di me, con gli occhi spalancati. Io mi spostai pian piano, con la paura che fosse un bluff.. stetti lì ad osservarlo per diversi minuti, ma poi capii. Mi avvicinai per sentire la vena del collo. Era morto di overdose e alcool. Chiamai il 9-1-1 e mia zia, che mi venne a prendere subito. L'avevo conosciuta quasi per caso, un anno in cui venne a Phoenix, mi aveva dato il suo numero e io l'avevo conservato di nascosto... Lei non aveva potuto fare niente, perchè legalmente dovevo stare con mio padre. Mi portò qui di notte, dicendo a tutti che ero semplicemente rimasta orfana e siccome io non ho messo naso fuori di casa prima di agosto, tutti credettero che fossi arrivata in quel periodo. In realtà sono qui da gennaio dell'anno scorso. - conclusi il mio discorso e mi sforzai di alzare lo sguardo su Edward.
Aveva l'espressione di chi avrebbe voluto piangere, ma allo stesso tempo, carico di rabbia. Adesso che avrebbe fatto? Sarebbe stato disgustato da me? Invece mi sorprese.
- Bella.. - non disse altro e mi abbracciò forte. Gemetti per le ferite del bagno. - Oh, scusa, ti ho fatto male? -
- No.. è che.. - mi tolsi la maglia restando in canottiera. Tanto ormai era fatta.
- Bella.. ma che hai fatto? cosa ti è successo? - mi chiese allarmato, vedendo il mio corpo ricoperto di scorticoni rossi e tagli.
- Sono stata io... - dissi rivestendomi - è una mania che ancora non mi è passata del tutto.. mi sento così.. sporca.. - sputai distogliendo lo sguardo, per poi riportarlo ad Edward - quando faccio il bagno non posso fare a meno di sfregarmi dappertutto così... per togliere tutto il marcio lasciatomi da quell'individuo - bhe, quasi dappertutto. La gamba malata che lui aveva visto, mi faceva troppo male, così continuavo sul torace e sulle braccia.
- Ora capisco tante cose.. - mi disse scuotendo la testa..
- Edward... tu.. adesso che sai.. ti allontanerai da me? - chiesi timorosa
- Mh? Cosa ti viene in mente? Come potrei mai allontanarmi da te? Non è possibile.. - mi disse incredulo.
- Ma non... ti.. faccio.. ecco.. ri-ribrezzo? - mormorai.
- Bella - mi abbracciò - Tu sei la creatura più pura che abbia mai visto. Io ti voglio bene e non intendo lasciarti andare - mi disse deciso e dolce allo stesso tempo.
- Davvero.. tu? - mugugnai con le lacrime agli occhi per l'emozione.
- Certo. Non dubitare mai, di questo, mai. - calcò sull'ultima parola.
Affondai il viso sulla spalla, sentendo il suo profumo buonissimo.
Dovevamo ancora parlare con gli altri, ma mi sentivo già un pò meglio. Averlo detto a qualcuno era un grosso passo avanti per me. Soprattutto, averlo detto ad Edward.
- Credo che sia giusto che ora sappiano anche gli altri.. - dissi
- Sei sicura? Voglio dire, te la senti davvero? -
- Si. E' giusto e me la sento. Andiamo.. -

Edward

Non riuscivo a credere a quello che mi aveva raccontato Bella... Quest'anima candida violata da un essere abominevole e diabolico, che era suo padre.. ma soltanto biologicamente. Quell'essere, se non avesse già trovato la fine che meritava, ci avrei pensato io e lo avrei fatto soffrire molto e lentamente.
Bella credeva che l'avrei presa male.. ma siamo matti? Io l'adoravo : come avrei potuto respingerla? Come avrei fatto a disprezzarla? Era impossibile. Ecco tutto.
Eravamo in macchina, diretti verso casa, dove avremmo sicuramente trovato tutti, perchè Alice avrà visto la decisione di Bella di dire loro qualcosa di importante.
- Sei pensieroso. C'è qualcosa che non va? - mi chiese all'improvviso.
- No, scusa. Stavo solo pensando che Alice avrà previsto la tua decisione e che troveremo tutti ad aspettarci -
- Già, Alice. Qualche volta mi dimentico dei vostri poteri. Forse perchè sembrate davvero umani. -
Sorrisi. Eravamo piuttosto allenati in questo, in effetti.
- Eh si. Siamo bravi vero? - le sorrisi, scherzando.
- Già. - sorrise anche lei. Stavolta era un sorriso più luminoso, sembrava molto più serena. Mi fece piacere, ovviamente.
Quando arrivammo, trovammo Carlisle ed Esme. C'erano anche gli altri, ma stavano in altre stanze per non pressare Bella, trovandosi tutti lì ad aspettarla.
- Ciao Carlisle, Esme.. - salutò Bella
- Ciao piccola, come stai? - l'abbracciò mio padre.
- Mmm.. fa un pò male.. - ammise.
Carlisle le sorrise benevolo. Esme si domandò di che parlassero.
- Cosa ti fa male cara? - chiese, infatti, accarezzandola.
- Ecco.. se non vi dispiace, ci sono due cose di cui vorrei parlarvi.. e mi farebbe piacere che ci fossero anche gli altri.. -
- Certo.. Alice, Jasper, Emmett, Rose. Venite pure - chiamò Carlise.
Apparvero tutti in un batter d'occhio. Ci sedemmo sul divano del soggiorno, in modo che Bella non dovese stare in piedi e non si sentisse a disagio.
- Allora.. per prima cosa - iniziò - desidero dirvi quanto mi siete cari tutti quanti. Vi voglio un mondo di bene. Mi siete stati vicini come nessun'altro, a parte la zia. Siete come una famiglia per me. Per questo, ho deciso di dirvi cosa mi è successo in passato. Immagino che molti miei comportamenti vi abbiano fatto dedurre che ci fosse qualcosa.. - guardò tutti, che annuirono - Ecco.. dovete sapere.. - raccontò loro quello che aveva detto a me al mare.
Rimasero allibiti quanto me, alla fine del racconto. Rose, che era stata salvata da Carlisle proprio dopo che il suo fidanzato le aveva fatto le stesse cose insieme ai suoi compagni, fu la prima ad abbracciare Bella. Si sentiva solidale con lei e ora capiva perchè si sentiva tanto in sintonia Bella.
L'abbracciarono tutti, poi lei continuò.
- Grazie.. - disse commossa - io.. -
- Bella.. ti vogliamo bene - disse con una punta di rimprovero Alice.
- Infatti - le fecero coro gli altri.
- Adesso, viene la seconda notizia.. - guardò Carlisle.
- Vuoi che glielo dica io? - si offrì lui.
- Bhe.. un aiutino non farebbe male.. comunque.. guardate qui - si alzò i pantaloni fin quasi al ginocchio, mostrando loro la grande macchia nera.
- Cos'è? - chiese Esme
Fu Carlisle a spiegare loro le condizioni di Bella. I pensieri e le espressioni erano molto tristi. Se avessero potuto, avrebbero pianto tutti quanti.
Jasper si sentiva quasi in colpa per non essere stato attento ai sentimenti di Bella, Alice perchè era la sua migliore amica e credeva di aver mancato di sensibilità, Rose per lo stesso motivo, Emmett si dava dello stupido per essere sempre troppo allegro, nonostante fosse la sua indole e non gli andava giù. Esme era tristissima e pensava anche ad Ally. Carlisle, invece, mi sosprese. Era ovviamente dispiaciutissimo e gli seccava di non poter far niente come medico.. E fu proprio sull'onda di questo pensiero che gli venne un'idea.
"..non ho potuto fare niente come medico... ormai Bella è come una figlia per me. Aspetta.. 'come medico..' .. ma certo.. forse se.. No, forse no. Non farei mai qualcosa che magari lei non vuole.. e poi c'è Ally.."
Carlisle aveva pensato di trasformare Bella. Di sicuro era l'unico sistema perchè lei continuasse a vivere.. A quel punto, però, venne anche a me un'idea.
- Carlisle.. parliamo con Ally - dissi molto piano per non farmi sentire da Bella.
- Bell'idea fratellone - mi rispose Alice nello stesso modo, sorridendo.
- Ascolta Bella, vorrei parlare con tua zia, se non ti dispiace. - fece Carlisle - Ovviamente riguarda anche te, quindi diciamo che vorrei parlare a tutte e due. - le sorrise incoraggiante.
- Oh, va bene. Dovrebbe essere a casa, se vuoi andare adesso. -
- Perfetto. Prima è meglio è. -
Arrivati a casa Swan, Ally ci accolse come sempre.
Volli prendere la parola, così da introdurre il discorso che le avrbbe fatto Carlisle.
- Ally.. siamo qui perchè dobbiamo dirti una cosa. Non so se sarà facile da accettare, per te, ma .. come ti spiegherà Carlisle.. diciamo che a mali estremi, estremi rimedi. Ecco.. - cercai di essere delicato - noi non siamo come le altre persone.. -
"Che intenderà? Lo so che sono speciali ed è vero che non li ho mai pensati come 'comuni', ma.."
- Esatto.. noi non siamo comuni - ribadii, cercando di farle capire il mio potere.
Infatti, rimase stupita.
- Scusa.. ma tu leggi nel pensiero? -
Le sorrisi rassicurante. - Si. Proprio così. Ma non in quello di Bella, anche se non so perchè -
- Cosa.. cioè.. chi siete.. ? - chiese, iniziando a rendersi conto che forse non eravamo umani.
- Vampiri.. questo siamo. Ma non voglio che ti spaventi. Cacciamo solo animali. -
Ally si prese un pò di tempo per pensare. Doveva assimilare la notizia. Proprio come fece Bella, aggrottò la fronte, nel tentativo di capire. Si assomigliavano molto. Se anzichè sua zia fosse stata sua madre, non mi sarei stupito.
- Non so se ho capito fino in fondo.. ma.. mi pare di capire che voi.. scusa.. mi vengono in mente solo i particolari hollywoodiani.. - disse sorridendo imbarazzata. Sapevo che era una donna speciale. Non giudicava mai nessuno e a tutti dava il beneficio del dubbio.
- Non ti scusare - dissi sorridendo - è normale. Comunque si, noi siamo immortali e alcuni di noi.. - le spiegai velocemente tutte le cose che avevo detto a Bella, ricordandomi delle domande che mi aveva posto.
Quando conclusi, lei mi sorrise, soddisfatta.
- Quindi è per questo che volevate parlarmi? Per dirmi cosa siete? - come se fosse stata una cosa di poco conto..!
- Si, anche - intervenne Carlisle - Vedi Ally.. pensavamo alle condizioni di Bella.. - disse guardando la nipote.
- Oh... - disse guardando Bella e capendo benissimo le parole di Carlisle. - Se ho capito bene.. - mi guardò e annuii - bhe, io non potrei che essere contenta, ma la decisione spetta a lei. - come sempre, la saggia Ally voleva lasciare libera scelta, perchè sapeva che Bella era matura, anche molto sopra la norma.
- Aspettate.. - disse Bella - cosa volete dire? Che voi.. mi trasformereste per non farmi morire? -
- Quella sarebbe l'idea, ma è solo una proposta, Bella. Devi decidere tu. - le disse Carlisle.
- Allora ci penserò su. -

Bella

- Sei preoccupata? - mi chiese Edward, seduto sulla sedia della mia camera, accanto al mio letto, dove io ero semi sdraiata, appoggiata con la schiena alla testiera.
- No, io vorrei vivere Edward, ma per chi? Non è per voi, che dico così, ma .. non so.. è come se sentissi di dover avere un motivo più importante ancora, di averne bisogno, ma non riesco ad identificarlo. -
- Bella.. - si fermò. Non disse niente, perchè mi avrebbe ripetuto per l'ennesima volta che non ero obbligata. Erano due giorni che ne avevamo parlato, che mi avevano fatto la proposta di diventare come loro.
Chiesi ad Edward di dirmi come sarebbe stato, di spiegarmi un pò di cose..
Lui, anche se un pò titubante, lo fece. Forse aveva paura di spaventarmi, ma non fu così. Mi disse che avrei sentito una sensazione di bruciore fortissimo per due giorni, in cui sarei stata semi - incosciente, non mi sarei potuta muovere.. E poi, una volta aperti gli occhi, avrei desiderato il sangue. Loro erano 'vegetariani', come si definivano, per scelta. Non volevano essere dei mostri e io condividevo. Solo che da appena trasformata, i miei istinti e desideri sarebbero stati più forti. Tutto molto amplificato. Nonostante tutto, forse per via di com'era stata la mia vita, questo non mi faceva paura. Quello che mi teneva a un passo dalla decisione era che sentivo di desiderare qualcosa di più che semplicemente vivere.. forse ce l'avevo anche, questo desiderio, ma non capivo.
Edward, mi guardò pensieroso, ma io gli sorrisi, mi alzai e mi misi sulle sue ginocchia. Non so nemmeno io, perchè l'avevo fatto. Lui mi strinse a sè, abbracciandomi.
Mi sentivo così protetta con lui.. Avevo una fiducia incredibile in Edward.
All'inizio non avrei mai detto che mi sarei fidata di nuovo di qualcuno, figuriamoci di un ragazzo! Ma lui non mi aveva mai fatto paura.
- Sai che tu sei l'unico che non mi ha mai fatto paura? - risi della mia stessa frase, pensando che era vampiro..
- Davvero? - alzò le sopracciglia, stupito. Poi sorrise. Adoravo il suo sorriso.
- Si. Davvero. -
- A volte mi chiedo se hai il lanternino... - rise
- Grazie tante.. - dissi fintamente imbronciata. Poi parlai di nuovo. - Ti confesso che avevo più timore di parlare con te.. Sai.. quando ti ho detto tutto.. Non perchè non mi fidi, sia chiaro - mi affrettai a dire, perchè non fraintendesse - è solo che quando qualcuno è tanto importante, diventa più difficile parlare, anche se dovrebbe essere il contrario.. C'è sempre la paura di deludere.. - mi zittì con un dito sulle labbra.
- Shh. Tranquilla. - mi guardò - Bella.. io.. vorrei riuscire a dirti cosa provo in questo momento.. ma voglio essere sincero, ho paura di intimorirti, di spaventarti o di caricarti di un altro peso, di cui non hai certo bisogno.. - stavolta fui io a zittirlo.
- Edward, tu mi puoi dire tutto quello che vuoi -
Continuò a guardarmi, mentre io gli sorridevo tranquilla e incoraggiante.
- Ti.. ti amo Bella.. -
Rimasi davvero stupita. Edward mi amava.. Ma come era.. possibile?
- Scusa.. sapevo che era meglio tacere.. - disse fraintendendo la mia reazione muta.
- No, Edward. Hai fatto bene. Solo che.. sono stupita e confusa.. non avevo mai capito che tu.. - arrossii.
- Tranquilla. Non è necessario che tu mi risponda o che ti senta in imbarazzo con me. Facciamo che non ti ho detto niente, ok? -
- Perchè?.. tu.. mi piaci.. -
Non so presa da quale istinto dissi quella cosa, ma sapevo essere la verità, che capii in quell'istante. Così gli presi il volto con le mani e sfiorai le sue labbra con le mie. Fu una sensazione incredibile. Non avevo mai fatto una cosa del genere. Non l'aveva mai fatta neanche quell'abominio di James, che andava 'dritto al sodo'.
In quel momento, tale pensiero non mi disturbò come mi sarei dovuta aspettare. Ero presa da Edward e dalle sue braccia attorno alla mia vita, dalle sue labbra sulle mie. Mi sentivo in paradiso.
Mi venne spontaneo aprire leggermente le labbra e tracciare piano il contorno delle sue. La risposta non si fece attendere. Con una lentezza incredibile, la sua lingua raggiunse la mia, forse timoroso di spaventarmi. Iniziai a rispondere sicura, ma con dolcezza, perchè lui capisse che non aveva nulla da temere. Esattamente come io da lui.
Sembrò capire e si unì a me con un pò più di impeto. Era una cosa meravigliosa.. Il mio primo bacio in assoluto e anche vero.
Mi staccai per prendere fiato e lo guardai. Le iridi dorate splendevano chiare. Credo che fosse felice. Gli sorrisi e lui pure.
- Bella... - non disse altro e continuammo a coccolarci.

Erano passate due settimane dalla proposta di Carlisle. E tre settimane dalla notizia del tumore. Era metà agosto, ormai.
Passavo molto tempo con tutti, compresa la zia. Ognuno di loro mi aveva raccontato la propria storia e rimasi sorpresa di sentire quella di Rose. Forse perchè così simile alla mia.
Edward, invece, stava sempre attentissimo a me, a non spaventarmi con qualche mossa che potessi considerare anche solo 'troppo audace'. Capivo che avrebbe voluto un pò più di contatto fisico con me, anche solo qualche abbraccio o bacio in più, ma cercava di non esagerare per non mettermi in eventuale agitazione.
Avevo cercato di dirgli che mi sentivo sicura di lui, che non avevo paura. Se anche fosse arrivato alle mie spalle, lo avrei riconosciuto e sorriso. Lui era importantissimo per me.
Forse, alla fine, riuscii a convincerlo almeno un pò.
Quel giorno lo stavo aspettando a casa. La zia sarebbe stata in giro per Port Angeles, così avrei avuto tutto il giorno a disposizione.
Edward e io andammo al mare, in una zona deserta dove non andava mai nessuno. Ci stendemmo al sole. Io in maglietta e costume, lui lo stesso. Tanto non c'era nessuno..
Caspita.. Edward aveva davvero un fisico notevole. E che belle gambe.
Ci godemmo il calore dei raggi solari. Ridemmo e scherzammo.
- .. sai che se fosse stato per me, almeno nel nuoto me la sarei cavata? Era praticamente l'unica cosa che mi faceva stare un pò meglio quando andavo a scuola a Phoenix. - dissi orgogliosa. Mi stava prendendo in giro sulla mia goffaggine.
- Ah davvero? - fece lui sorridendo, ma alzando un sopracciglio con scetticismo. Si vedeva che stava ancora scherzando, ma non volli dargliela vinta.
- Certo. - dissi aggrottando la fronte in un finto broncio - Se potessi te lo dimostrerei -
Con mia sorpersa, però, mi trovai in acqua in zero-due. Cioè.. lui, con la sua velocità, si era alzato, mi aveva presa in braccio e tuffata in acqua! E adesso se la rideva con me che lo guardavo un pò male, col sedere in mezzo metro d'acqua.
Sorrisi tra me e me, beffarda. Vuoi la guerra? Mi alzai pian piano, mentre lui, accortosene, mi aiutava. Però continuava a ridere.
- Divertente.. adesso siamo alla fase 'anneghiamo Bella' ? - feci la finta arrabbiata. - Sai cosa non succede mai in queste occasioni? -
Mi guardò perplesso. - No.. cosa? - mi rispose
Lo trascinai con me sulla sabbia del bagno-asciuga, facendolo rotolare in una 'cotoletta' perfetta. Mi insabbiai un pò anch'io, ma avevo ottenuto la mia vendetta.
Eravamo stesi uno di fianco all'altro, poi mi guardò.
- Adesso... sono arrabbiato. - disse sorridendo - Sarà meglio che chiedi scusa.. -
Lo guardai scettica.
- Mai.. - risposi in sfida.
- Ah si? Te lo sei voluto. -
Attaccò a farmi il solletico, così mi 'impanai' per bene anch'io sotto le risa.
Ad un certo punto smise di torturarmi e ci guardammo. Lui mi rivolse uno sguardo serio e intenso, che io ricambiai.
Mi ero proprio innamorata di lui. Ogni volta che mi stava vicino o mi guardava in quel modo, sentivo che il cuore voleva uscire dal petto, probabilmente per raggiungere il suo.
Si avvicinò piano a me e capii che lo faceva apposta per darmi libera scelta.
Gli sorrisi, poi gli presi il viso e lo baciai.
Quando ci staccammo, tutto quello che riuscii a dire furono solo tre parole.
- Ti amo Edward.. -
Si aprì in un gran sorriso e mi abbracciò, mi baciò euforico.
- Ho deciso. - gli dissi sui due piedi - Voglio che mi trasformiate. - Ecco cosa mi mancava per decidere. L'amore che nutrivo per lui. Quello che dovevo riconoscere nel mio cuore. Volevo vivere per stare con lui. A prescindere da tutti gli altri e da tutto il resto.
- Bella, sei sicura? -
- Si. Assolutamente. Voglio continuare a vivere.. per stare con te, se mi vorrai. Tutto il resto non conta. - dissi decisa.
- Bella.. non sai come mi fai felice.. Se è questo quello che vuoi, allora chiederemo a Carlisle di trasformarti e .. - lo zittiii.
- Aspetta.. io.. vorrei che fossi tu a farlo.. - arrossii.
Rimase un attimo interdetto come se non avesse capito.
- Che intendi? Perchè, voglio dire? E poi Carlisle è più capace di controllarsi -
- Perchè.. - arrossii ancor di più - vorrei che .. ecco.. fosse il tuo, di veleno, a cambiarmi... -
- Il mio? - mi sorrise
- Si.. mi farebbe sentire tua.. -
Per tutta risposta, mi baciò. Un bacio dolce, entusiasta..
Tornammo a casa dove mi feci un bel bagno rilassante. Dopo che mi avevano fatto la proposta, avevo iniziato a smettere di strigliarmi come facevo prima. Ora la mia pelle era tornata al suo stato normale e io non mi sentivo più 'sporca'. Finalmente.
Quando scesi, dissi la mia decisione alla zia, che accettò senza batter ciglio.
- Sai.. c'è solo una cosa che mi dispiace in tutto questo.. - dissi
- E sarebbe? -
- Che tu invecchierai e ti vedrò andartene.. E se chiedessimo a Carlisle di cambiare anche te? -
- Ma.. veramente non so.. se sarebbe una cosa giusta... Io so che lasciandoti a loro, ti lascerei in buone mani. Vedi, il fatto che mi stia bene che tu diventi immortale è per questo: io sono in salute e ti ricordo che prima o poi la fine del viaggio arriva per tutti. Mi sembrerebbe di 'approfittarmene', capisci? Ma sei giovane, hai diritto di poter vivere e dopo tutta la tua sofferenza, devi essere felice. Lo devi a te stessa. -
Sospirai. Speravo che cambiasse idea, ma la conoscevo abbastanza da sapere che forse non lo avrebbe fatto.
- Ascolta, zia.. Adesso vado a casa di Edward, dove mi trasformeranno. Dovrò passare qualche giorno lì prima di risvegliarmi e poter venire qui da te. - la informai
- Va bene, tesoro. Appena potrai, allora ci vedremo. -
Mi abbracciò forte come se dovessi partire per non tornare più.
- Magari ti faccio tenere informata dagli altri.. - sorrisi
- Ti conviene.. - disse con finta severità, sorridendo - altrimenti, vampiri o no, vengo a tirarvi le orecchie. A tutti. -
Uscii di casa, verso l'inizio della mia nuova vita.