Intro
Edward è il "ragazzo" più bello della scuola di Forks, ma nessuno sa che lui e suoi fratelli sono vampiri, che si "mimetizzano" tra gli studenti.
In un giorno di particolare noia, Alice ha una visione e gli chiede un favore: fare amicizia con la ragazza più acida, chiusa, asociale e apparentemente poco attraente della scuola: Bella. Dovendole il favore, Edward accetta. Una reazione strana della ragazza ad un suo approccio, però, lo fa interessare davvero a lei e gli fa venire voglia di scoprire più cose possibili sul conto di Bella, che purtroppo nasconde un segreto terribile... Riuscirà Edward a farla "rinascere" ad una nuova "vita"?
Cap 1 - Tentativi di amicizia
Edward
Forks, cittadina statunitense con nuvole quasi perenni. Era una giornata in apparenza come tante, una delle solite mattine da passare nel purgatorio chiamato liceo.
Quanti anni erano che andavo sempre a scuola coi miei fratelli? Cinquanta? Sessanta? Ormai avevo perso il conto. Ero nel parcheggio della scuola assieme a Jasper ed Emmet, Alice e Rosalie, che aspettavamo qualche minuto prima di entrare.
I pensieri dei miei fratelli, sebbene cercassi di evitare di entrare nella mente altrui, erano più o meno simili ai miei, quando ad Alice venne in mente un'idea.
- Che cosa? - chiesi curioso. La sua mente la stava ancora elaborando.
- Mmm.. - fece pensieroso. Poi il suo sguardo si focalizzò su una ragazza trasferitasi da poco in questo paesino sperduto. - Perchè non provi a fare amicizia con quella ragazza? -
- Cosa? Miss acidità-sono-asociale? Ma tu scherzi -
D'accordo che ero bravo a ingraziarmi le donne, ne avevo conquistate molte nella mia esistenza ed ero un pò playboy, ma volevo che almeno fossero carine e minimamente socievoli.. Ma non mi era mai passato per la mente di fare amicizia e basta. Le mie uniche avventure erano solo di sesso.
- Oh no fratellino. Dico sul serio. Ti concedo che è un tipo difficile, ma a meno che non dubiti delle tue "doti comunicative".. -
- Non dubito affatto. Ma non capisco, perchè dovrei farlo? -
- Mmm.. bhe, sai com'è. La vedo sempre da sola, poverina.. - una mia occhiata scettica la fece sospirare - Lo so, di solito tiene tutti a distanza, ma io credo che abbia bisogno di amici e poi.. mi devi anche un favore, se ti ricordi -
Già. Mi aveva aiutato a togliermi di mezzo una cozza terribile che non riuscivo più a staccarmi di dosso. In effetti glielo dovevo, ma non capivo comunque perchè proprio io. Se la impietosiva la ragazza, perchè non avvicinarla lei stessa? Provai a sondarle la mente.
La la la la ...
Mi teneva fuori dalla sua mente cantando. Chissà cosa mi nascondeva. Era evidente che aveva avuto una visione, ma non avevo fatto in tempo a vederla, accidenti.
- Bhe, direi di avviarci, prima di fare tardi - disse Rose, riportandomi al presente.
E così facemmo. Ci inoltrammo dentro quell'edificio grigio e pieno di ragazzini che credevano che il massimo della vita fosse divertirsi.
Le prime ore passarono nella noia più assoluta. Non avevo ancora incontrato quella ragazzina e io non sapevo come avrei fatto. Ma dopo tutto ero Edward Cullen, no? Di solito mi riusciva bene comunicare con il genere femminile..
Fortunatamente, la prossima ora era quella di biologia. Stavolta mi sarei seduto vicino a lei. I posti, tanto, non erano ancora fissi. Lo sarebbero stati quando il prof avesse deciso le coppie per il laboratorio.
Sapevo che si sarebbe seduta in un banco vuoto e io aspettai che entrasse prima lei, poi mi sedetti al suo fianco.
- Ciao - la salutai
- Ciao - disse timorosa e senza nemmeno guardarmi. Però notai che si spinse verso il bordo del banco, il più possibile lontano da me. Che avesse percepito la mia temperatura ghiacciata? Improbabile. Non l'avevo nemmeno sfiorata. O forse era la naturale reazione degli umani di fronte a noi vampiri, ciò che non poteva sapere la mente lo suggeriva il corpo. Ma lei sembrava veramente a disagio. Mi sembrò di vederla guardarsi intorno di sottecchi, come se non volesse essere notata. Forse per vedere se c'era un'altro banco vuoto..?
- Qualcosa non va? Mi sembri un pò pensierosa - chissà da dove mi era uscito, accidenti. In fondo perchè avrebbe dovuto importarmi? Inoltre, conoscendo la sua fama, era probabile una risposta acida. Mi sintonizzai sulla sua mente per capire cosa pensasse, ma rimasi stupito: non sentivo niente. Perchè? Che fosse questo che mi nascondeva Alice stamattina? E poi il suo odore era meglio di quanto avessi mai sentito in piu di cent'anni, anche se non stuzzicava del tutto la mia sete. Strano. Era soprattutto il sangue di ragazze giovani e illibate a essere dolce. La sua risposta mi arrivò come un sussurro, ma io lo sentii benissimo.
- No. - mormorò scorbutica
- Scusa.. Non mi sembrava di essere stato scortese -
Per tutta risposta alzò le spalle e la conversazione finì li, perchè entrò il professore.
- Bene ragazzi, ho deciso che da oggi farete coppia con chi siete seduti oggi. Perciò, iniziamo.. -
Ma Bella intervenne alzando la mano.
- Si, Swan? -
- Ehm.. mi scusi, ma io preferirei fare da sola -
- No, mi dispiace. E' necessario lavorare in coppia per il programma di quest'anno. Poi direi che Cullen fa al caso suo, no? -
- Assolutamente no! - rispose di scatto - Mi scusi, ma non potrei fare coppia con una ragazza? -
- Andiamo Swan, non faccia la bambina. Il suo compagno sarà Cullen. E ora iniziamo -
La vidi sbiancare e spalancare leggermente gli occhi in direzione del professore. Questa, poi non me la spiegavo. Mi aspettavo che volesse stare sola, ma ce l'aveva con me? Era improbabile, in fondo non mi conosceva. O era la mia fama a trattenerla? Di sicuro quella ragazza non ragionava come qualsiasi altra della sua età. Lo confermava anche il fatto che tutti l'avessero guardata un pò stupiti. Soprattutto le ragazze, che pensavano "Ma è matta? Ha la fortuna di avere Cullen e lei rifiuta. Il mondo va alla rovescia!".
Il prof iniziò a spiegare e intanto osservavo Bella. L'espressione preoccupata non l'aveva abbandonata. Forse si chiedeva come fare a convincere Banner.
Mi sentii un pò in colpa per non essere intervenuto in suo aiuto, ma avevo promesso ad Alice che avrei almeno provato a fare amicizia, per cui cercai di pensare a un modo per avere un minimo di conversazione con lei.
La guardai attentamente senza farmi notare e mi parve scorgere un lieve segno rossiccio sulla sua pelle spuntare dalla sciarpa che aveva al collo. Sembrava che si fosse fatta un graffietto. Chissà come mai?
Al suono della campanella, col primo intervallo, mi diressi un momento in segreteria per vedere di farmi cambiare qualche corso da avere in comune con lei, ma mi accorsi di non sapere esattamente che corsi facesse..
Mi venne in aiuto Alice, che mi intercettò.
- Fatti assegnare il corso di arte - mi disse semplicemente - in questo modo potrai capirla meglio -
Poi se ne andò come era arrivata, tenendomi sempre all'oscuro dei suoi pensieri.
Arrivai dalla segretaria e scambiai uno dei miei corsi con quello di arte.
Bella
Ero arrivata da poco in questa cittadina. Per fortuna l'unica mia parente in vita era una zia che si prendeva cura di me, era gentile e premurosa. Mi voleva bene e io ne volevo a lei, anche se non glil'avevo mai detto. Ma forse lei lo sapeva. Vedevo che era preoccupata per me, che era dispiaciuta, ma cercava di non farmelo pesare. C'era già il mio passato a pesare sulle nostre spalle. Pesava soprattutto su di me, ovviamente, e mi sentivo ancora male. C'erano giorni in cui avrei voluto buttar fuori tutto quello che avevo dentro come fosse stato cibo avariato, altri in cui mi rifiutavo mi mangiare. A scuola, poi respingevo tutti. Certamente. Sapevo che pensavano fossi acida e asociale, ma era esattamente così che mi comportavo. Nessuno doveva starmi vicino. E nessuno doveva sapere. A quel punto sarei morta "davvero". Dopo quanto mi era successo, che mi sforzavo continuamente di tenere fuori dalla mia memoria, non avevo più voglia di vivere come una persona "normale". Non avevo più la possibilità di essere felice... Chissà che effetto faceva sentirsi felici? Credo che la sensazione sia di leggerezza o qualcosa di simile. O almeno è quello che avevo sentito dire... Qualche volta me l'ero chiesto, ma non potevo saperlo, perchè nella mia vita avevo solo sofferto.
All'ora di biologia mi misi in un banco vuoto. Di solito non si avvicinava nessuno, per cui ero abbastanza tranquilla. Il mio modo di fare aveva l'effetto che io desideravo: tenere tutti lontani da me. Con mia grande sorpresa, invece, qualcuno mi si sedette vicino.
- Ciao - disse una voce maschile, gentile e calda.
- Ciao - grugnii timorosa. Lo guardai con la coda dell'occhio senza farmi notare. Rimasi sorpresa. Edward Cullen? Perchè si era seduto proprio vicino a me? Che vuole? Oddio. Oltre tutto è anche famoso per essere un playboy. Cos'è? Ho per caso scritto in fronte che devo essere "avvicinata per forza"?
- Qualcosa non va? Mi sembri pensierosa.. -
Ma che vuole questo? Sono famosa per la mia acidità e questo mi chiede che ho?
- No. - sussurrai in malomodo.
- Scusa.. Non mi sembrava di essere stato scortese -
Vero, ma io non volevo essere avvicinata da nessuno. Perciò mi limitai ad alzare le spalle. Per fortuna finì li. Forse il mio atteggiamento aveva sortito il suo effetto come la solito. Meglio così.
Entrò il professor Banner annunciandoci che per quell'anno avremmo fatto coppia col nostro attuale compagno di banco.
No! Non poteva essere! Non potevo assolutamente!
Cercai di farmi notare da Banner, che subito mi cedette la parola.
- Si, Swan? -
- Ehm.. mi scusi, ma io preferirei fare da sola - iniziai sperando in un gesto pietoso da parte sua.
- No, mi dispiace. E' necessario lavorare in coppia per il programma di quest'anno. Poi direi che Cullen fa al caso suo, no? -
Eh no! Io NON potevo nel modo più assoluto. Non potevo stare vicino a nessuno, tantomento ad un ragazzo! Se dovevo fare coppia con qualcuno, almeno che fosse una ragazza.
- Assolutamente no! - risposi di scatto, arrabbiata - Mi scusi, ma non potrei fare coppia con una ragazza? - tentai di rendermi ragionevole ai suoi occhi.
- Andiamo Swan, non faccia la bambina. Il suo compagno sarà Cullen. E ora iniziamo -
A quel punto sbiancai. Come avrei fatto ad evitare Cullen? Non potevo farmi cambiare corso, perchè erano tutti pieni, tranne quello di arte, ma già ne facevo parte. Accidenti. Cercai di rassegnarmi. In fondo in classe non poteva succedere niente no? C'erano gli atri, c'era il prof..
Ma, si, si. Dovevo pensare così. E poi gli avrei rivolto la parola solo il minimo indispensabile e sarei stata fisicamente il più lontano possibile da lui. Si, avrei fatto così.
Alla fine della giornata scolastica, un pò stanca, feci subito ritorno a casa sul mio pick up.
Dalla cucina si sentiva un buon profumino, segno che zia Ally stava preparando un dolce.
- Ciao, zia, sono tornata - dissi entrando.
- Ciao Bella. Com'è andata la scuola? -
- Bene.. Cosa prepari? - chiesi. Almeno con lei, visto che le volevo bene, cercavo di avere un rapporto il più "umano" possibile. Mi stava molto vicino, anche se io ormai, mi reputavo un caso senza speranza..
- Bhe, stavo facendo una torta al cioccolato.. tra non molto sarà pronta. - mi rispose sorridendo
- Mmm.. che buona. Allora io vado in camera, faccio i compiti e poi scendo -
- Certo, Bella -
Il pomeriggio passò come al solito. La torta era buonissima e dopo cena, come di consueto, mi diressi a fare un bel bagno. Ne sentivo sempre il profondo bisogno. Purtroppo, il calore dell'acqua calda mi bruciò sui graffi che avevo addosso, ma ormai ero abituata. Era diventata un'abitudine.
Chissà se un giorno avrei smesso di farmeli..
Dopo il bagno, mi asciugai velocemente i capelli e mi misi il mio pigiamone stile bambino. Eh si, io dormivo con uno di quei pigiami enormi che hanno anche i piedi. Anche se era stupido, mi faceva sentire meglio, più.. "protetta", in un certo senso.
Mi addormentai quasi subito.
(Incubo)
Un uomo biondo coi capelli raccolti in una coda bassa mi si avvicinò con occhi fiammeggianti. Avevo il terrore di quell'uomo e istintivamente feci un passo indietro, ma sentii il divano del soggiorno proprio dietro le mie gambe. Lui continuava ad avanzare.
- Isabella.. non mi vuoi bene? - chiese con un tono mellifluo e terribile allo stesso tempo.
Poco dopo avevo la mente semi annebbiata, ma ancora con un minimo di lucidità, sentivo il divano sotto di me e qualcosa o qualcuno farmi ombra dal sole che filtrava dalle finestre... insieme a un grande dolore..
(Fine Incubo)
- NO! NO! NO! NO! NOOOOOOOO!!!!! - mi svegliai di soprassalto, trovandomi mia zia preoccupatissima, che cercava di mantenere la calma.
- Bella, tesoro, era solo un incubo. - mi disse stringendomi forte a sè - E' tutto passato, è tutto passato.. -
Io mi accoccolai tra le sue braccia e pian piano smisi di tremare, cullata dal suo affetto.
- Scusa.. mi dispiace svegliarti sempre... - sussurrai
- Non dirlo neanche per scherzo, cara. Quello che mi dispiace è che tu continui a fare brutti sogni. Che ne dici se ti faccio una bella tisana? Magari ti aiuta.. eh? -
Annuii e scesi con lei in cucina. Povera zia Ally. Ogni notte, o quasi, da quando ero con lei, rifacevo sempre lo stesso terribile incubo e urlavo svegliandomi tremante, mente lei veniva a calmarmi.
Bevvi la tisana calda, che per fortuna mi aiutò a rilassarmi e tornai a letto. Per fortuna dormii profondamente.
Edward
La mattina seguente, Alice mi venne a cercare per avvisarmi sulla lezione in comune con Bella. Ancora mi teneva nascosto il motivo per cui sembrava così importante che facessi amicizia con lei. Però mi stavo anche incuriosendo. Bella aveva un atteggiamento strano, quasi avesse paura delle persone. Che fosse solo una mia impressione? Avevo voglia di scoprirlo. Strano, ma vero. Finora non mi ero mai interessato a niente e nessuno e adesso quella ragazza sembrava un mistero tutto sa svelare.
- Dimmi, Alice -
Il folletto aprì la porta della mia camera e parlò.
- Mi raccomando Edward. Discrezione e cautela. Devi ... - si interruppe per cercare la parola giusta - .. si ecco, devi "studiarla", cioè capire il suo modo di essere. Solo così riuscirai a fartela amica -
- E come dovrei fare? -
- Inizia col cercare di "interpretare" i suoi disegni.. - mi disse enigmatica. - Vedi cosa ti suscitano -
Possibile che con Alice non ci sia mai niente di chiaro? Perchè non dice le cose come stanno e basta? Uffa.. Jasper aveva tutta la mia ammirazione se riusciva a capirla. Doveva proprio essere perso per sposarsela. Sorrisi. In fondo, anche se era un folletto malefico, le volevo bene e sapevo che agiva a fin di bene. Ok, avrei fatto come mi aveva suggerito, anche se non so come si "interpretavano i disegni"... e cosa dovrebbe suscitare un disegno? Mha...
Finalmente arrivò l'ora d'arte. Ero curioso di vedere il lavoro di Bella dopo quello che mi aveva detto Alice. Ero già in aula, ma stavolta sarei stato più cauto, come consigliatomi dai miei fratelli. Mi sarei avvicinato a lei solo a fine lezione, visto il suo comportamento del giorno prima. Un passo alla volta, mi dissi.
Quando entrò non fece subito caso a me, ma come si accorse della mia presenza, cercò di non guardare nella mia direzione. Era evidente che mi aveva visto: non aveva rivolto lo sguardo a me, ma i suoi occhi si erano leggermente spalancati per lo stupore. Spero che non pensi che la voglia seguire.
Si mise davanti a un cavalletto a circa metà aula. Io ero in fondo. Perfetto. Così avrei visto il suo lavoro.
Entrarono gli altri studenti, che avevano pensieri scettici sulla mia presenza li, poi arrivò la professoressa Allen, una donna sui 45 - 50 anni, capelli castani e sguardo gentile e comprensivo.
- Allora, ragazzi. Oggi voglio che mi facciate qualcosa di "vostro". Voglio che i vostri lavori esprimano voi stessi, quello che avete dentro. Mettetevi davanti al foglio bianco e lasciatevi andare.-
Mh. Una parola. Se mi fossi lasciato andare, temo che avrei disegnato qualcosa di terrificante, tipo me stesso che "bevo" un umano. Meglio pensare a qualcosa di neutro e rilassante. Si, ecco, rilassante. Disegnerò uno dei luoghi dove mi piace stare per i fatti miei.
Mente disegnavo, osservavo Bella. All'inizio sembrava molto incerta, come se stesse pensando di fare qualcosa di preciso, calcolato. Quando la prof aveva parlato di lasciarsi andare, era apparsa una ruga tra i suoi occhi, che erano cerchiati da occhiaie. Forse non aveva dormito bene?
Concentrato sul mio lavoro, ogni tanto la guardavo. Era sempre molto rigida, davanti al. suo cavalletto col carboncino in mano. L'espressione, però, era cambiata. Non era più preoccupata, ma triste. Molto triste. Chissà perchè? La sua non sembrava l'espressione di una ragazza di diciassette anni... Sbirciai il suo lavoro.
Aveva disegnato dei bambini che giocavano allegri in spiaggia. Due facevano castelli di sabbia e altri due si rincorrevano ridendo, perchè quello che inseguiva era sporco di sabbia e quello che scappava ne aveva una palla umida in mano, pronto al lancio.
Era un'immagine di gioia fanciullesca, molto ben disegnato. Aveva talento in disegno. Ma non capivo: perchè disegnare una cosa così gioiosa se il suo viso esprimeva tristezza? Che avesse voluto dei fratellini? O che questi o questo fossero morti? Però non spiegava il suo atteggiamento a scuola.
Bella Swan.. chi sei?
Mancavano circa 10 o 15 minuti alla fine della lezione, poi ci sarebbe stata la pausa pranzo.
La professoressa Allen fece il giro valutando il lavoro di ognuno. Partì da quelli che erano vicino alla cattedra, verso la porta dell'aula. Fece il giro in senso orario e si fermò da me.
- Interessante Edward. Dà una sensazione rilassante. E' questo che volevi raffigurare? -
Annuii. - Bravo. Molto bello, anche. Complimenti -
Passò oltre e infine si fermò da Bella. - Bello Isabella. Molto ben fatto. Hai forse dei fratellini? -
- No.. - Però nel disegno, Bella aveva aggiunto delle nuvole nere che si avvicinavano sui bimbi inconsapevoli.
- Mmm.. e queste nuvole? -
- Oh.. bhe.. diciamo che.. si ecco, che quello che voglio esprimere è che non sempre nella vita ci sono giornate di sole.. -
- E' un concetto triste.. però è vero. Aspetta ad andare via a fine lezione. Vorrei parlarti un momento, d'accordo? -
Nella mente della professoressa c'era una cosa che avrebbe chiesto a Bella: come mai tutto quel pessimismo? Era forse qualcosa dovuto alla stravaganza artistica? O lei era triste per qualcosa? Essendo la stessa Allen un'artista e anche una mamma, era una donna molto sensibile e ci teneva ai suoi studenti. Attraverso i loro disegni potevo vedere come la donna cercasse di interpretare il loro carattere per essere più vicina agli alunni. Quella si che era una prof che si interessava! La ammiravo per questo. E forse mi avrebbe aiutato inconsapevolmente a capire Bella..
Aspettai nel corridoio assieme ad Alice, che si era avvicinata. Le feci segno di non dir niente, che volevo sentire cosa aveva da dire la Allen a Bella.
Quando rimasero solo loro due, lei si avvicinò timorosa.
- Bella. Devo dire che la tua tecnica migliora di giorno in giorno. - iniziò la prof. - Come mai, però, i tuoi disegni sono sempre così tristi? -
- Tristi? Perchè tristi?... -
- Bella... - la rimproverò dolcemente - ho visto tanti che facevano come te. Mascheravano la loro tristezza dietro immagini allegre, ma c'era sempre un particolare che sfuggiva, quel qualcosa che si nascondeva dietro la maschera. Come le tue nuvole -
- Bhe.. si, in effetti avrei voluto dei fratelli, ma più grandi... - ecco spiegato il disegno, pensai.
- Capisco. E come mai la cosa ti intristisce tanto? - Credo che avrei fatto un monumento alla prof. Le faceva proprio le domande che volevo.
- Bhe.. mia madre, prima di me, doveva avere un bambino, ma ... per sua sfortuna abortì... -
- Oh, mi spiace cara. Scusa. Non immaginavo una cosa del genere -
- Non si preoccupi.. in fondo ne sono passati di anni -
Poi Bella fu congedata e uscì dall'aula, diretta in mensa.
La seguii e Alice mi disse mentalmente di andarci piano. Feci un cenno affermativo impercettibile con la testa. Solo i suoi occhi lo avrebbero captato.
Mi affiancai a Bella, deciso a tentare.
- Ciao Bella. Volevo farti i complimenti per il tuo disegno. Davvero molto bello -
Mi guardò un pò stranita come se non si aspettasse una frase del genere da me, ma poi rispose.
- Grazie. - disse a bassa voce.
- Senti.. -
- Che c'è Cullen? - mi interruppe brusca - Per caso cerchi di fare amicizia con me? - mi chiese un pò seccata. Bhe, almeno non mi aveva fulminato con lo sguardo come farebbe di solito. Poteva essere un buon segno.
- Veramente si... -
- Mi spiace per te, ma io non faccio amicizia con nessuno. Tanto meno coi ragazzi -
- Perchè? Hai paura dei ragazzi? -
Mi lanciò uno sguardo che non riuscii a decifrare.
- Ti conviene lasciarmi perdere. E poi dubito di essere il tuo tipo. -
- Guarda che hai capito male. Io sono sincero. Voglio qualcuno con cui parlare liberamente e tu mi sembri diversa da tutti gli altri - dissi sperando di colpirla in qualche modo. Anche se a dire il vero era davvero diversa..
- Ma non hai i tuoi fratelli? -
- Si, ma vorrei qualcuno di esterno alla famiglia -
- E avresti scelto propio me? - disse fermandosi e guardadomi con un sopracciglio alzato e con fare seccato come se la stessi prendendo in giro.
- Si - dissi convinto
- Lascia perdere. - abbassò lo sguardo
- Perchè? Non capisco cosa ti spinga a respingere tutti. Perchè vuoi startene da sola? Poi ti potrei presentare anche i miei fratelli. Alice, per esempio, farebbe volentieri amicizia con te -
- Perchè... Scusa, ma non credo siano affari tuoi.. E poi.. non vado bene per essere amica di qualcuno. - mormorò. E se ne andò.
Bhe, meglio di niente. Era evidente che opinione bassa avesse di se stessa, ma non mi sarei arreso. Tutto sommato avevo già ottenuto un buon risultato. Mi aveva rivelato che non si sentiva in grado di socializzare e io, che ormai avevo in testa di volerla capire a tutti i costi, avrei cercato di aiutarla..
Non so come mai, ma vederla così.. non so, sembrava indifesa. Sembrava che il suo isolamento fosse una sorta di difesa dal mondo. Mi aveva fatto tenerezza ed ero deciso a capire di più su di lei.
Forse anche in me stava avvenendo un cambiamento. Chissà..
All'uscita da scuola, i miei fratelli mi stavano aspettando di fianco alla macchina. Feci loro segno che sarei andato a parlare con Bella e loro annuirono.
Lei stava tirando fuori le chiavi del suo pick up e inquell'istante arrivai io.
- Bella -
Sussultò un momento, sorpresa di vedermi.
- Che vuoi? -
- Te l'ho detto, vorrei che fossimo amici. Davvero. Non farti ingannare da quello che puoi aver sentito su di me. Purtroppo non sempre le chiacchiere sono vere -
- Oh, bhe. Io non dò mai retta alle voci di corridoio. -
- Meglio, non sono vere. Allora, che ne dici? - chiesi allungando una mano, sorridendole.
- Senti, Cullen, mi dispiace. Ti ho avvisato. Credimi. Di solito non voglio essere scortese, ma ti prego, lasciami perdere -
Salì sul suo pick up e andò via. Si, mi aveva parlato in tono quasi gentile, anche se con un pò di esasperazione, forse. Bhe, come ho detto non mi sarei arreso.
Bella
Accidenti. Ma che diavolo stava succedendo? Adesso Cullen si è messo in testa di diventare mio amico? Roba da matti. E' vero che non dò retta alle chiacchiere, ma non si era mai comportato così. Certo, è anche vero che è stato gentile.. Ma come potevo fare io? L'unica persona di cui potessi fidarmi davvero era zia Ally, che ormai iniziavo a considerare come una madre. Era pur vero che non conoscevo quel ragazzo, ma non è proprio l'ignoto la cosa che fa più paura all'uomo?
Forse potevo provare a parlarne con zia.. Lei sapeva sicuramente dirmi qualcosa, perchè in un posto così piccolo è facile sapere degli altri. Per fortuna, in questo senso, tutti sapevano solo che io ero rimasta orfana e zia si prendeva cura di me. Sapevano anche che mi ero trasferita da poco, ma era una mezza bugia. Infatti, quando zia Ally mi venne a prendere a Phoenix, a gennaio di quest'anno, mi portò a casa sua in gran segreto, di notte, per evitare pettegolezzi. Io non volevo uscire e iniziai la scuola solo a settembre, con la scusa che ero arrivata il mese prima. Ora si avvicinavano le vacanze di Natale. Era quasi un anno che ero a Forks, mentre tutti credevano che fossi li da soli quattro - cinque mesi.
- Zia, ciao, eccomi -
- Ciao tesoro. Come va? -
- Mmm.. forse un pò meglio.. - dissi facendo un mezzo sorriso alla zia.
- Senti.. tu sai niente dei Cullen? -
Mi guardò stupita. - Si - sorrise - Sono delle bravissime persone. Carlisle e Esme sono i genitori adottivi di cinque ragazzi, che se non sbaglio frequentano la tua scuola. Come mai mi chiedi di loro? -
- Bhe.. sai che io di solito mi comporto in un certo modo.. - la vidi annuire - e.. ecco.. ieri mi si è avvicinato Edward, dicendomi che vorrebbe diventare mio amico e presentarmi i suoi fratelli. Nonostante gli abbia risposto poco carinamente, oggi ha insistito di nuovo. E non si è mai offeso. Anzi, è sempre stato gentile.. -
- Si, infatti lui e suoi familiari sono persone encomiabili. Sarebbe davvero una buonissima cosa se tu facessi amicizia con loro. Naturalmente tu devi fare quello che ti senti. Devi sentirti pronta. Ma credimi, loro sono degni di fiducia. -
- Capito. Allora ti faccio una promessa: ci penserò su. -
Il sorriso della zia si allargò ancor di più e mi abbracciò di nuovo.
- Bella... che bello sentirti parlare così.. -
Quella sera mi addormentai e per fortuna fu un sonno senza sogni.

Ciao Ross! Eccomi qui!
RispondiEliminaAvevo già letto questa storia e mi era piaciuta moltissimo. Però essendo passato un po' di tempo, la ricordo a tratti e quindi la rileggo molto volentieri!
Per quanto riguarda Edward, a quanto si è capito un dongiovanni vampiro! Alice probabilmente ha avuto una visione su lui e Bella e quindi ha deciso di farlo avvicinare a lei. Però penso che a Bella sia successo qualcosa (questa è una delle cose che non ricordo) di grave. La sua totale mancanza di fiducia nel genere maschile, la sua mancanza di socializzazione nella comunità, e i graffi che si procura da sola, come per autopunirsi e non tralasciamo l'incubo che ha avuto. Subito la descrizione mi ha ricordato James in Twilight, ma vedremo!
Mi sembra che Edward, abbia voglia di conoscerla meglio e che stia sviluppando una sorta di istinto di protezione verso di lei.
Mi piace moltissimo il nuovo personaggio, la zia Ally! Sembra molto dolce e premurosa con Bella.
Un bacione!
Ciao manu! La mia sorellona mi ha raggiunto anche qui! =) Si, hai intutito bene. Infatti quello è successo a Bella si scoprirà tra un pò, ma in effetti è qualcosa di grave. Molto.
RispondiEliminaE i segni del comportamento e quelli fisici che hai notato, infatti, ne sono una conseguenza.
Si, James infatti me lo figuro proprio come quello del film. Altrettanto violento e spietato. Era proprio questa l'imamgine che ne volevo dare.
quanto a Edward si sta affezionando a Bella, sente di doverla proteggere. si.
Alice .. si sa che deve succedere qualcosa: più che visione, in realtà, è una sorta di intuito derivante dal suo potere.
La zia Ally è nata un pò per caso, invece. Volevo che Bella avesse una seconda mamma a fianco, una persona estremamente gentile, dolce e affettuosa. Un pò come Esme. E così è nata lei. =) Felice che la rileggi volentieri! =) Bacione a te, e grazie!